
“Perché siete stati in silenzio con 40mila morti?” – Così Leila, giovane iraniana, ha interrotto il corteo per la pace in Medio Oriente
“Perché siete stati in silenzio con 40mila morti?” Con questa domanda diretta e carica di rabbia, Leila, giovane iraniana residente a Firenze da diversi anni, ha fermato per alcuni minuti il corteo per la pace in Medio Oriente organizzato domenica da movimenti e associazioni della sinistra pacifista.
La ragazza si è rivolta ai manifestanti mentre attraversavano le strade del centro, contestando quella che considera una mobilitazione a senso unico. «Perché si scende in piazza contro la guerra all’Iran e non si è scesi in piazza contro lo sterminio di migliaia di iraniani?» ha gridato con forza, riferendosi alle vittime civili uccise durante la dura repressione delle proteste esplose negli ultimi mesi in Iran.
Leila ha voluto sottolineare quella che percepisce come una contraddizione: l’attenzione verso i conflitti internazionali, a suo dire, non sarebbe stata accompagnata dalla stessa partecipazione quando a morire erano cittadini iraniani scesi in piazza contro il regime.
Per alcuni istanti il corteo si è fermato, con i partecipanti divisi tra chi cercava di dialogare con lei e chi invece ha continuato a sfilare. La giovane ha quindi ribadito il proprio dolore per le migliaia di morti e la frustrazione per quello che considera un silenzio collettivo. Un gesto che ha trasformato una manifestazione per la pace in un confronto acceso sul significato stesso dell’impegno civile e sulla memoria delle vittime.