
Poste Italiane supera il 66,6% di Tim e prende il controllo della compagnia – Ora punta al 90%. Lo scenario
Poste Italiane ha rafforzato la propria posizione in Tim, raggiungendo il 66,627% del capitale e ottenendo così il controllo della compagnia telefonica. Il risultato è arrivato al termine della prima fase dell’offerta pubblica di acquisto e scambio, conclusa l’11 settembre, durante la quale sono state consegnate quasi 994 milioni di azioni, pari al 46,5% del capitale. A questa quota si aggiunge il 20,1% già detenuto da Poste.
Il gruppo guidato da Matteo Del Fante non considera però raggiunto il traguardo. Le adesioni all’offerta riaprono dal 21 al 25 settembre e l’obiettivo è arrivare al 90% di Tim, soglia che potrebbe aprire la strada all’uscita della società dalla Borsa.
L’offerta prevede per ogni azione Tim consegnata 1,97 euro in contanti e 0,218 azioni ordinarie Poste di nuova emissione. Il valore è stato aumentato di 30 centesimi rispetto alla proposta iniziale, favorendo una forte crescita delle adesioni. In caso di partecipazione totale all’offerta, l’operazione comporterebbe per Poste un investimento complessivo di circa 3,3 miliardi di euro, finanziato attraverso debito bancario.
Il raggiungimento del 90% avrebbe conseguenze importanti per gli azionisti rimasti in Tim: Poste potrebbe infatti acquisire anche i titoli ancora sul mercato allo stesso prezzo dell’offerta e sarebbe tenuta ad acquistare le azioni di chi decidesse di venderle. Inoltre, se la quantità di azioni disponibili sul mercato diventasse troppo ridotta, Tim potrebbe essere revocata dalla quotazione.
Per chi possiede ancora azioni Tim, quindi, la riapertura dell’offerta rappresenta un nuovo momento per decidere se aderire oppure restare azionista. L’operazione, invece, non modifica nell’immediato i servizi per i clienti: contratti, numeri telefonici e offerte commerciali continueranno a funzionare normalmente.