
Ranucci cacciato da Report va all’attacco: “Sono riusciti a mandarmi via, ma ho la coscienza a posto. Gli altri invece?”
Sigfrido Ranucci torna a parlare dopo le recenti vicende che lo hanno coinvolto, dal caso Lavitola alle accuse di abuso di potere. Il giornalista, intercettato al termine di uno spettacolo a Cerveteri, affronta anche il tema del suo futuro in Rai e della sua prossima conclusione della sua esperienza alla guida di Report.
Ranucci sostiene che non sarebbe la prima volta che qualcuno prova ad allontanarlo dalla Rai. Ricorda diversi episodi del passato, dal 2000 all’inchiesta su Falluja, e sottolinea di aver superato negli anni numerose querele, citazioni e procedimenti. Di fronte alla situazione attuale afferma: “Mi sento con la coscienza pulita, penso di aver sempre onorato la Rai. Gli altri invece?”.
Parlando di Report, il giornalista difende il gruppo di lavoro e ne sottolinea soprattutto l’indipendenza e la correttezza nei confronti del pubblico. A suo giudizio, la forza del programma non dipende dalla sua persona, ma dal modo in cui la redazione svolge il proprio lavoro. Per questo afferma: “Non è importante la lealtà nei miei confronti, l’importante è la lealtà nei confronti del pubblico e della trasmissione. Io non voglio essere un puro, non ci tengo neanche, Report è pura”.
La Rai starebbe valutando alternative alla conduzione di Report, tra cui un incarico nelle testate giornalistiche, Rai News o la Scuola di Giornalismo di Perugia. Ranucci considera alcune di queste ipotesi poco adatte al suo percorso e lascia comunque aperta la possibilità di valutare eventuali proposte: “Valuterò le offerte che mi faranno, lo devo alla mia storia, lo devo alla mia famiglia a tutto quello che ha sopportato”.
Il giornalista respinge inoltre le ricostruzioni che considera false e afferma di aver conservato quanto pubblicato sul suo conto. A chi parla di una campagna persecutoria nei suoi confronti, replica: “Penso che nessuno al mondo ha avuto dedicati 2800 articoli”. E aggiunge che, per le informazioni ritenute non veritiere, “qualcuno pagherà il conto”.
Ranucci ribadisce infine il forte legame con Report, programma che considera il punto più importante della propria carriera e al quale ritiene di poter dare ancora molto. Conclude difendendo il lavoro svolto in Rai e ricordando di aver mantenuto, a suo dire, una posizione professionale e giudiziaria solida: “l’ho fatto mantenendo alto l’onore della Rai, senza condanne e con la fedina penale pulita, con tantissimi premi. Io ho la coscienza apposto, non so se ce l’hanno gli altri”.