
Roma, assalto all’Arangio Ruiz: vetrate distrutte dai vandali
L’immagine di una scuola che cerca di proteggersi come una piccola fortezza, investendo cifre importanti in sicurezza, e che poi si ritrova a contare i cocci di vetrate frantumate ha il sapore amaro di una beffa che non fa ridere nessuno. Nella notte di lunedì, l’istituto superiore Arangio Ruiz dell’Eur è diventato il palcoscenico di quello che appare, senza troppi giri di parole, come un vero e proprio atto di guerriglia urbana mirato a colpire il cuore dell’istruzione romana. Quindici persone, tutte incappucciate e con i volti accuratamente coperti, hanno fatto irruzione nella struttura intorno all’1.36 del mattino, mettendo in scena un raid fulmineo durato appena 8 minuti. Un tempo brevissimo, sufficiente però a seminare il caos: 27 vetrate sono state mandate in frantumi e 8 estintori sono stati svuotati completamente lungo i corridoi e nelle aule, lasciando dietro di sé una nuvola di polvere chimica e danni che, secondo una prima stima, superano i 30mila euro.
L’aspetto più sconcertante di questa vicenda è che il blitz arriva a sole tre settimane dalla presentazione di un ambizioso piano di sviluppo dell’istituto, costato alla Città metropolitana la bellezza di un milione e 200mila euro. Porte blindate per i laboratori, sistemi di videosorveglianza di ultima generazione, allarmi e grate al piano terra avrebbero dovuto rappresentare un deterrente invalicabile. Invece, la “banda dei quindici” sembra aver ignorato ogni barriera, agendo con una coordinazione che suggerisce una conoscenza non casuale degli spazi interni e dei tempi di reazione. La custode dell’istituto, svegliata dal frastuono dei vetri infranti, ha potuto solo assistere impotente a una scena che le telecamere hanno poi immortalato con inquietante nitidezza. Per Daniele Parrucci, delegato all’edilizia scolastica della Città metropolitana, non ci sono dubbi sulla natura dell’episodio. «Ormai è palese: si tratta di una sfida diretta alle istituzioni», ha commentato con durezza, ricordando come il Ruiz sia da anni nel mirino di attacchi che spesso hanno assunto un chiaro rimando politico.
Il passato dell’istituto è purtroppo costellato di ferite simili, con un episodio risalente a due anni fa quando i vandali riuscirono a distruggere addirittura 70 vetrate. Questa ciclicità della violenza rende la situazione ancora più intollerabile per chi deve gestire i fondi pubblici, costretto a dirottare risorse preziose per riparare danni evitabili anziché investire nel miglioramento dell’offerta formativa o in nuove attrezzature didattiche. Gli agenti del commissariato Esposizione, intervenuti sul posto subito dopo l’allarme, sono ora al lavoro sui filmati della sorveglianza. Nonostante i volti travisati, gli investigatori avrebbero individuato dettagli significativi e particolari somatici che potrebbero portare a una rapida identificazione di alcuni componenti del gruppo. Nel frattempo, la scuola è rimasta chiusa nella giornata di ieri per consentire le delicate operazioni di pulizia e la necessaria sanificazione degli ambienti, operazioni rese lunghe e complesse dalla polvere sottile rilasciata dagli estintori.
Oggi la campanella tornerà finalmente a suonare per gli studenti, in un clima che resta però di profonda preoccupazione per il ripetersi di simili gesti. La resilienza della comunità scolastica non può infatti bastare da sola a fronteggiare un’ondata di vandalismo così organizzata e sfrontata. Parrucci ha ribadito la necessità di un fronte comune, chiedendo un impegno straordinario anche ai livelli più alti della politica locale e nazionale. «Quanto accaduto è gravissimo. Lavoreremo a fianco della scuola per cercare di rafforzare ancora di più la sicurezza ma chiediamo un supporto reale e concreto a tutte le istituzioni, a partire da governo e regione Lazio, perché ci diano maggiori risorse per poter intervenire in maniera concreta su tutte le problematiche che siamo costretti a fronteggiare ogni giorno in materia di edilizia scolastica. È in gioco il benessere dei nostri studenti, e chi distrugge gli spazi scolastici mette a rischio il loro presente e il loro futuro».