
Roma Esquilino, scoperta clinica medica abusiva nascosta in centro estetico
Dietro la facciata rassicurante di un comune centro estetico nel cuore del quartiere Esquilino, si nascondeva una realtà ben più inquietante e pericolosa per la salute pubblica. In via Petrarca, tra smalti, lampade solari e pareti color pastello, gli investigatori della Divisione Amministrativa della Questura hanno portato alla luce una vera e propria clinica medica abusiva, allestita senza alcuna autorizzazione e gestita da personale privo di qualsiasi titolo sanitario. Al piano terra tutto appariva in regola, con le addette impegnate in manicure e massaggi, ma era scendendo nel seminterrato, attraverso una stretta scala a chiocciola, che lo scenario mutava drasticamente. Quello che ufficialmente figurava come un semplice magazzino era stato trasformato in una sala per trattamenti medici invasivi, dove venivano somministrati botox e filler con macchinari non certificati e sostanze prive di etichettatura a norma, spesso riportanti indicazioni esclusivamente in lingua cinese.
L’operazione della polizia è scattata in seguito a una serie di segnali che avevano destato sospetti, a partire da una segnalazione anonima che parlava di gravi irregolarità all’interno della struttura. Non è escluso che a lanciare l’allarme sia stata una cliente rimasta vittima di trattamenti eseguiti maldestramente, come suggerito dalle numerose recensioni negative apparse sulla pagina web dell’attività, aperta circa due anni fa. Tra i commenti più allarmanti spiccava quello di una utente, Arianna C., che già lo scorso gennaio manifestava l’intenzione di presentare un reclamo alla Asl dopo aver contratto un’infezione a seguito di una seduta nel centro. Un’esperienza dolorosa che, stando al suo racconto, avrebbe colpito anche una sua amica, evidenziando un rischio sanitario concreto e diffuso per chiunque si affidasse a quelle mani non qualificate.
Il blitz decisivo ha avuto luogo la mattina del 1° aprile, quando gli agenti sono entrati nel locale sorprendendo le dipendenti intente nelle attività ordinarie di estetica. Inizialmente non vi era traccia della clinica clandestina, ma l’ispezione approfondita del seminterrato ha svelato il vero core business dell’impresa. Oltre a centinaia di siringhe, tubicini e flaconi di sostanze chimiche, sono stati rinvenuti due complessi macchinari destinati a terapie per i genitali femminili, interventi estremamente delicati che richiedono competenze specialistiche e ambienti sterili. In quel centro dalle luci soffuse e dalle poltroncine rosa confetto, invece, la medicina estetica veniva praticata in totale spregio delle norme elementari di sicurezza e igiene, affidando la salute delle pazienti a chi non aveva mai frequentato una facoltà di medicina né ottenuto le qualifiche necessarie.
La titolare dell’attività, una cittadina cinese di 41 anni fino a quel momento incensurata, è giunta sul posto poco dopo l’inizio del controllo amministrativo. Messi di fronte all’evidenza dei fatti e al materiale sequestrato, la donna ha dovuto ammettere la realtà dei fatti, ovvero che nessuno dei suoi collaboratori era in possesso dei titoli abilitativi necessari per operare in ambito sanitario. La conseguenza immediata è stata la chiusura del locale e il sequestro preventivo di tutti i dispositivi medici e dei prodotti farmaceutici rinvenuti dagli inquirenti. La 41enne è stata denunciata in stato di libertà con l’accusa di esercizio abusivo della professione medica, un reato che sottolinea la gravità di aver trasformato un banale servizio di bellezza in una potenziale trappola per la salute delle ignare clienti, attirate spesso da prezzi vantaggiosi ma esposte a rischi fisici permanenti.
Il lavoro degli investigatori prosegue ora per verificare la provenienza dei materiali sequestrati e per identificare la vasta clientela che ha frequentato il seminterrato di via Petrarca negli ultimi due anni, nel tentativo di ricostruire la portata reale del giro d’affari illegale.