
Roma investe 20 milioni per dare la caccia agli evasori fiscali
Il Campidoglio ha deciso di cambiare marcia nella gestione della fiscalità locale, puntando su un presidio fisico e costante del territorio. Il Piano gestionale 2026 di Aequa Roma segna infatti una svolta significativa: la società incaricata della riscossione per conto del Comune di Roma distaccherà almeno un proprio dipendente in ogni sede municipale. Questa mossa non è soltanto un esercizio di decentramento burocratico, ma una vera e propria strategia di prossimità volta a imprimere maggiore efficienza al recupero delle somme non versate. L’obiettivo dell’amministrazione è chiaro: rafforzare il mandato per ottimizzare le attività di recupero dell’evasione fiscale attraverso una prospettiva di rilancio dell’azione accertativa. Non si tratta solo di inseguire chi non paga, ma di costruire un’architettura informatica condivisa che possa supportare la compliance fiscale, rendendo più semplice il rapporto tra gli uffici di via Ostiense e i contribuenti romani.
L’obiettivo strategico fissato per quest’anno è ambizioso e punta a massimizzare il recupero tributario su un ampio ventaglio di entrate, che vanno dall’Imu e la Tari fino alla Cosap, passando per il contributo di soggiorno, le rette scolastiche e il canone per la pubblicità. Per scovare i tributi mancanti e riportarli nelle casse pubbliche, la società presieduta da Salvatore Parlato dispone di un margine d’azione di circa venti milioni di euro. Di questi, ben sedici milioni e mezzo sono destinati specificamente alla ricerca dell’evasione tributaria, mentre la restante parte riguarda il supporto ai dipartimenti Patrimonio e Urbanistica e le verifiche sull’impiantistica pubblicitaria. Il Socio, ovvero Roma Capitale, ha inoltre fissato premi di risultato particolarmente appetibili per la società qualora si riuscisse a raggiungere il 90 per cento delle somme evase stimate, a testimonianza di quanto l’amministrazione punti sui risultati concreti.
Commentando le linee guida del nuovo documento, il vicesindaco Silvia Scozzese ha voluto sottolineare l’importanza della trasparenza in questo processo di efficientamento: «Il nuovo Piano di gestione di Aequa Roma ha l’obiettivo di rafforzare il lavoro importante sulla lotta all’evasione già avviato da questa amministrazione e migliorare il rapporto fiscale tra cittadini ed amministrazione capitolina. L’attività della società è fondamentale per rafforzare l’efficienza e l’efficacia di tutti i percorsi di amministrazione delle entrate, anche nella prospettiva di rendere più semplice e trasparente il rapporto con i cittadini e le imprese». In questa visione, l’integrazione diventa la parola d’ordine: Aequa Roma non sarà più un ente isolato, ma fornirà un supporto analitico fondamentale alla Ragioneria per studiare l’impatto di possibili variazioni di aliquote e basi imponibili.
Il piano d’azione tocca anche il delicato fronte dell’abusivismo, specialmente per quanto riguarda le occupazioni di suolo pubblico. I controlli territoriali saranno intensificati e la gestione contabile dei proventi dei servizi scolastici sarà monitorata con maggiore rigore. Per chi continuerà a ignorare i solleciti, scatterà il capitolo della riscossione coattiva. Aequa Roma dovrà infatti garantire l’intero ciclo del recupero, arrivando fino alle fasi più incisive come i fermi amministrativi, le ipoteche e i pignoramenti per i crediti insoluti. Parallelamente, la società sta perseguendo un ferreo contenimento dei costi di funzionamento, come dimostra la riduzione dei locali in affitto che ha già prodotto un risparmio di circa 300 mila euro nel corso dell’ultimo anno.
Tra le novità più interessanti per il 2026 spicca la collaborazione con la società Borsa Merci Telematica Italiana. Questa sinergia servirà a verificare la congruità dei volumi movimentati nei mercati ortofrutticoli, contrastando l’evasione fiscale e automatizzando la riscossione dei canoni di locazione dei posteggi mercatali. Infine, la società si prepara a un cambio di guardia al vertice: è infatti previsto a breve l’avvio delle procedure per la ricerca di un nuovo Direttore Generale che dovrà guidare questa complessa fase di rilancio. La sfida per Roma è dunque quella di bilanciare il rigore necessario per recuperare le risorse evase con la necessità di offrire servizi digitali moderni e un dialogo più aperto con la cittadinanza.