
Tor Bella Monaca: arrestato marito violento dopo la chiamata al 112
L’allarme è scattato nel pomeriggio, quando il silenzio del quartiere della periferia est di Roma è stato squarciato da una richiesta di aiuto disperata. Una casalinga di 44 anni, stremata da anni di sofferenze silenziose, ha trovato la forza di digitare il numero unico per le emergenze mentre cercava rifugio in una delle stanze della propria abitazione. La voce della donna, rotta dal pianto e dal terrore, ha descritto una situazione di pericolo imminente che non lasciava spazio a esitazioni. Gridando con tutto il fiato che le rimaneva in corpo, la vittima ha supplicato l’operatore del centralino: «Correte, correte! Sennò mi ammazza!». In quegli istanti drammatici, la minaccia del marito violento si faceva sempre più vicina, rendendo ogni secondo prezioso per la salvezza della donna. La 44enne ha continuato a implorare l’intervento delle forze dell’ordine con un laconico ma significativo «Vi prego, sbrigatevi», prima che la comunicazione venisse gestita dalla centrale operativa per l’invio immediato di una pattuglia.
In pochi minuti i carabinieri della stazione di Tor Bella Monaca sono giunti sul posto, entrando nell’appartamento dove la scena appariva segnata dalla furia recente. All’interno del salone i militari hanno trovato la coppia in uno stato di estrema tensione. La donna presentava il volto visibilmente tumefatto e rigato dalle lacrime, incapace di trovare conforto anche dopo l’arrivo dei soccorritori. Il marito, un operaio romano di 46 anni già noto alle autorità per precedenti minori, si trovava in uno stato di alterazione dovuto all’abuso di alcool e continuava a manifestare atteggiamenti aggressivi nonostante la presenza degli uomini in divisa. Tutto intorno i segni del passaggio di una lite furibonda erano evidenti: mobili spostati e sedie rovesciate testimoniavano il tentativo della vittima di sfuggire ai colpi del coniuge, correndo per tutta casa nella speranza di essere udita da qualche vicino.
Nonostante le grida e il rumore della colluttazione, nessuno era intervenuto in soccorso della donna mentre l’uomo continuava a colpirla ripetutamente e a tirarle i capelli. Quando i carabinieri hanno cercato di indagare sulle motivazioni di tanta ferocia, la vittima ha risposto con un rassegnato «Non lo so», spiegando che ormai da oltre due anni la sua vita era diventata un calvario quotidiano. Le aggressioni erano diventate sempre più frequenti e imprevedibili, spesso innescate dai fumi dell’alcool che trasformavano l’uomo al suo rientro a casa. Un elemento ancora più tragico della vicenda riguarda il fatto che tali episodi si consumavano regolarmente davanti al figlio di 12 anni della coppia, costretto a crescere in un clima di perenne terrore. Fortunatamente, nel pomeriggio di giovedì, il bambino si trovava a scuola e non ha dovuto assistere all’ennesimo atto di brutalità paterna.
Dopo aver messo in sicurezza l’aggressore, i militari hanno richiesto l’intervento di un’ambulanza per trasportare la donna presso il policlinico Tor Vergata, dove i medici le hanno prestato le cure necessarie per le ferite riportate al volto e alle braccia. Mentre la casalinga iniziava il suo percorso di assistenza medica, per il marito si sono aperte le porte del carcere di Rebibbia. L’arresto è stato convalidato dall’autorità giudiziaria che ha inoltre disposto nei confronti del 46enne la misura del divieto di avvicinamento, impedendogli di tornare nell’abitazione familiare e di avere contatti con la moglie e il figlio. Questo episodio rappresenta purtroppo solo l’ultimo di una serie di interventi analoghi che le forze dell’ordine sono chiamate a compiere sul territorio romano. Pochi giorni prima, infatti, un caso simile si era verificato a Primavalle, dove un uomo di 62 anni era stato arrestato per aver picchiato la moglie davanti al loro figlio piccolo.
M.M.