
Torino – A Giulia di Barolo il primo monumento in città dedicato ad una donna: così Torino celebra il mondo femminile
Torino celebra il mondo femminile: il primo monumento in città dedicato ad una donna è per Giulia di Barolo
È stato inaugurato alcune settimane fa con una cerimonia ufficiale il primo monumento nella storia torinese dedicato ad una donna, la marchesa Giulia di Barolo, fondatrice del Distretto Sociale Barolo che si spese, in modo particolare, per l’aiuto alle donne detenute.
Realizzato da Gabriele Garbolino Rù con la curatela artistica di Enrico Zanellati, il monumento è una scultura in bronzo in cui sono raffigurate due donne, Giulia di Barolo e una carcerata che lei tiene tra le braccia. L’autore dell’opera, docente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, ha potuto studiare i ritratti custoditi a Palazzo Barolo, lasciandosi inoltre guidare dalle “Memorie sulle carceri” scritte in prima persona dalla marchesa e realizzando una reinterpretazione contemporanea della sua figura, in dialogo con la maestosa facciata del Palazzo che sostiene la scultura.
“Sono onorato – ha detto il sindaco Stefano Lo Russo – di essere il Sindaco di una città la cui storia ê stata attraversata da figure come questa, che hanno lasciato un’eredità così importante nella solidarietà. In tempi di tensioni, individualismo e disgregazione sociale, che sembrano aver dimenticato che tutti noi potremmo trovarci in una condizione di fragilità, personalità come quella di Giulia di Barolo trasmettono un messaggio davvero importante. E ancor più significativa a mio parere è l’immagine che è stata scelta per raffigurarla ovvero l’abbraccio ad una carcerata, che porta l’attenzione su un tema come quello del carcere, un luogo che dovrebbe riabilitare oltre che allontanare dalla società, una riflessione avviata già centinaia di anni ma ancora oggi attuale e importante”.
Giulia di Barolo (1786-1864) fu instancabile nel suo servizio alle detenute e, insieme al marito Carlo Tancredi, fondò il Distretto Sociale Barolo, come primo luogo di accoglienza per le donne uscite dal carcere, e tante altre realtà di servizio sociale ed educativo, che l’Opera Barolo ha tutt’oggi il compito mantenere vive. Venerabili dal 2015 lei e dal 2018 lui, per Giulia e Carlo Tancredi è in atto il processo di beatificazione.