
Torino – Il Politecnico: “No ai voli sotto i 600 Km: per le trasferte di docenti e ricercatori. Da oggi si viaggia in treno”. Cosa cambia
Il Politecnico di Torino sta valutando nuove strategie per ridurre l’impatto ambientale delle trasferte di lavoro effettuate da docenti, ricercatori e personale universitario. Tra le proposte in fase di studio c’è quella di limitare progressivamente il ricorso all’aereo per gli spostamenti inferiori a 600 chilometri, privilegiando invece il treno, considerato una soluzione più sostenibile e spesso anche più efficiente dal punto di vista organizzativo.
L’iniziativa rientra nel percorso che l’ateneo ha intrapreso per raggiungere la neutralità climatica entro il 2040. Al momento non sono previsti divieti rigidi, ma l’intenzione è quella di promuovere una maggiore consapevolezza sulle conseguenze ambientali delle scelte legate ai viaggi professionali. Secondo la vicerettrice per il Campus sostenibile e Living Lab, Patrizia Lombardi, è necessario ripensare alcune abitudini consolidate e valutare con maggiore attenzione l’effettiva convenienza dell’aereo per le tratte più brevi.
Uno degli strumenti allo studio è un sistema capace di misurare le emissioni prodotte durante ogni trasferta istituzionale. In questo modo chi partecipa a congressi, conferenze o progetti di ricerca potrà verificare l’impatto in termini di CO₂ generato dal viaggio e confrontarlo con quello che deriverebbe dall’utilizzo di mezzi alternativi. L’obiettivo è rendere più chiari e accessibili i dati ambientali, così da favorire decisioni più responsabili.
Le informazioni raccolte confluiranno nei sistemi di monitoraggio già utilizzati dall’università per valutare i progressi verso gli obiettivi di sostenibilità. L’attenzione alla mobilità sostenibile, tuttavia, non rappresenta una novità per il Politecnico. Da anni l’istituzione promuove soluzioni ecologiche per gli spostamenti quotidiani dei dipendenti e sostiene l’utilizzo del trasporto pubblico attraverso agevolazioni dedicate.
La scelta dell’ateneo torinese segue un orientamento già adottato da diverse università europee. Alcuni importanti istituti nei Paesi Bassi e in Germania hanno infatti introdotto misure per ridurre il numero dei voli effettuati dal personale, incentivando il treno quando possibile.