
Torino – Konecta, 1.100 posti a rischio. La protesta sotto il Grattacielo Piemonte: «Licenziamenti mascherati»
Martedì 13 gennaio i sindaci di Ivrea e Asti, insieme alla consigliera metropolitana e sindaca di Strambino Sonia Cambursano e a diversi sindaci e sindache del territorio metropolitano, hanno partecipato alla manifestazione con presidio davanti alla Regione Piemonte. L’iniziativa, che ha coinvolto centinaia di lavoratori delle sedi Konecta di Asti e Ivrea, si è svolta in concomitanza con un incontro con le delegazioni sindacali per affrontare la vertenza occupazionale legata alla riorganizzazione aziendale.
Alla base dello sciopero c’era il nodo del futuro di centinaia di addetti impiegati nelle sedi Konecta di Asti e Ivrea, che contavano rispettivamente circa 400 e 700 lavoratori. La vicenda era esplosa lo scorso 5 dicembre, quando, al termine di un incontro sindacale, era emersa l’intenzione della multinazionale spagnola di concentrare le attività nella sede di Torino, in strada del Drosso, entro il mese di giugno, con trasferimento forzato di personale e riduzioni di organico, che avevano sollevato forte preoccupazione tra i dipendenti in larga parte part‑time.
Secondo Cgil, Cisl e Uil, lo spostamento forzato verso Torino non rappresenta una reale alternativa occupazionale: per molti addetti, infatti, i tempi di percorrenza e i costi del viaggio renderebbero impossibile continuare a lavorare. Non a caso lo sciopero indetto nelle sedi interessate ha registrato un’adesione che ha sfiorato il 90%, segnale di un forte disagio. La vertenza è stata discussa anche in un incontro istituzionale al Grattacielo regionale, alla presenza dei sindaci del territorio e delle organizzazioni sindacali.
La Regione Piemonte ha deciso di intervenire direttamente. Il presidente Alberto Cirio, insieme alla vicepresidente Elena Chiorino e all’assessore Andrea Tronzano, ha annunciato l’intenzione di convocare a breve l’azienda, coinvolgendo sia i vertici italiani sia la casa madre spagnola, per aprire un confronto e valutare soluzioni alternative alla chiusura dei siti. L’obiettivo dichiarato è tutelare l’occupazione, mettendo sul tavolo strumenti come la formazione, le politiche attive del lavoro e un dialogo su contratti e costi.
Sonia Cambursano consigliera metropolitana delegata allo sviluppo economico ha sottolineato la necessità di una risposta unitaria delle istituzioni locali, evidenziando come la vertenza coinvolga non solo il futuro lavorativo dei dipendenti, ma anche la tenuta sociale ed economica delle comunità interessate: “Questa non è stata solo una vertenza aziendale, ma una questione che ha riguardato la tenuta sociale ed economica dei nostri territori. Le istituzioni avevano il dovere di esserci, fianco a fianco con i lavoratori” ha affermato la consigliera metropolitana