
Torino – La guerra allarma le imprese piemontesi: “Aumenti per 900 milioni di euro, serve un piano di aiuti”
Guerra e caro energia, imprese piemontesi sotto pressione: costi in aumento e timori per export
Le tensioni internazionali, in particolare i conflitti in Medio Oriente e l’attacco all’Iran, stanno generando forti ripercussioni anche sul tessuto produttivo del Piemonte, con rincari significativi su energia, carburanti e materie prime. Le aziende locali, già provate da anni complessi, si trovano ora a fronteggiare nuove difficoltà che rischiano di ridurre margini e competitività.
Uno degli aspetti più critici riguarda il commercio estero: mercati come Emirati Arabi, Arabia Saudita e Qatar, che negli ultimi anni avevano rappresentato un’importante alternativa dopo le restrizioni commerciali imposte dagli Stati Uniti durante la presidenza di Donald Trump, potrebbero subire un rallentamento a causa dell’instabilità geopolitica. Questo scenario mette in discussione una delle principali vie di crescita per molte piccole e medie imprese del territorio.
Secondo le stime della Cgia di Mestre, nel 2026 le imprese piemontesi potrebbero sostenere costi aggiuntivi pari a circa 879 milioni di euro tra elettricità e gas, con un incremento del 13,7% rispetto all’anno precedente. Anche il settore dei trasporti è in forte sofferenza: l’aumento del prezzo del gasolio comporta un aggravio di oltre 2.400 euro annui per ciascun mezzo pesante, con possibili effetti a catena su tutta la filiera produttiva.
Il presidente di CNA Piemonte, Giovanni Genovesio, evidenzia come questa nuova fase di instabilità si inserisca in un contesto già fragile, mettendo a rischio soprattutto le micro e piccole imprese, che hanno risorse limitate per affrontare continui rincari e incertezze. Le criticità non riguardano solo i carburanti, ma anche bollette elevate, difficoltà negli approvvigionamenti e scarsa prevedibilità dei costi.
Dal canto suo, Fabrizio Cellino, alla guida di Api Torino, sottolinea come l’impatto dei costi energetici legati ai conflitti rappresenti ormai una sfida strutturale, con conseguenze non solo sulla redditività ma anche su occupazione e sviluppo. Per questo, le associazioni chiedono interventi urgenti: misure per contenere il caro energia, contrastare eventuali speculazioni e accelerare la transizione verso fonti rinnovabili e diversificate, ritenute fondamentali per garantire maggiore stabilità in un contesto di crisi continua.