
Torino – Mercati generali, scoppia la polemica. Mille firme contro l’apertura alle 11. E i contadini minacciano: “Ci spostiamo a Milano”
È scontro aperto ai Mercati generali di Torino. Al Caat, attivo dal 1989 e cuore dell’ortofrutta cittadina, è esplosa la polemica sulla proposta di spostare l’orario di apertura dalla notte al giorno, con avvio alle 11 e chiusura alle 16. Una rivoluzione per una struttura che impiega circa 1.500 addetti e che da quasi quattro decenni inizia l’attività alle 3.30 del mattino.
L’associazione dei grossisti Fedagro Apgo, guidata da Vittorio Rovetta, ha portato in assemblea la votazione sul nuovo orario, spiegando che la maggioranza si è espressa a favore del mercato diurno. Tra le ragioni indicate: ricambio generazionale, riduzione dei costi e adeguamento alla logistica moderna, con merci che arrivano sempre più spesso dal Centro-Sud nelle prime ore del mattino.
Ma il risultato ha scatenato proteste. Un gruppo di grossisti guidato da Nino Monticone contesta l’esito del voto e parla di decisione poco rappresentativa. Sono state raccolte circa mille firme contro il cambiamento, sottoscritte da ambulanti, produttori agricoli, cooperative di facchinaggio e parte degli operatori interni.
Preoccupate anche le organizzazioni di categoria. Coldiretti e Confesercenti hanno espresso contrarietà, temendo ripercussioni sulla freschezza dei prodotti e sull’intera filiera. Secondo i critici, scaricare e vendere merce a tarda mattinata potrebbe compromettere qualità e vendite, penalizzando anche i mercati rionali.
L’assessore al Commercio Paolo Chiavarino ha invitato al dialogo, ricordando che il Caat è il terzo mercato agroalimentare italiano e che serve una mediazione tra le parti. Intanto il clima resta teso e alcuni produttori minacciano di spostare le proprie attività verso Milano se la riforma dovesse entrare in vigore, ipotesi che potrebbe concretizzarsi già nei prossimi mesi.
«Se continuano così noi ce ne andiamo a Milano» tuona Bruno Mecca Cici, presidente di Coldiretti Torino: “Mecca Cici non usa mezzi termini per criticare la decisione di cambiare l’orario del Centro agroalimentare di Grugliasco – scrve Il Corriere della Sera – “Una scelta che rischia di aprire uno scontro frontale tra produttori e grossisti. Il motivo della protesta è chiaro: i mercati generali di Torino, da sempre animati nel cuore della notte per garantire prodotti freschi all’alba, potrebbero diventare uno spazio diurno. I banchi di frutta e verdura aperti alle 11 del mattino anziché alle 3.30, costringendo gli operatori a stravolgere abitudini consolidate”.