
Torino – Nuovi ospedali, è scontro in Regione sulle risorse Inail: “Limitazioni in arrivo, quali garanzie per il nuovo Regina Margherita?”
Durante un sopralluogo all’ospedale di Moncalieri, l’assessore Riboldi ha annunciato una novità rilevante per il futuro della sanità piemontese: l’Inail finanzierà soltanto due nuovi ospedali all’anno. Si tratta di un limite significativo, considerando che il Piemonte ha avanzato richieste per ben otto strutture distribuite sul territorio.
Nonostante questo vincolo, la Regione intende comunque procedere proponendo due interventi prioritari, uno per ciascuna area amministrativa: Piemonte 1 e Piemonte 2. Per quanto riguarda la provincia di Torino, la scelta è ricaduta su Cambiano, decisione accolta con favore da alcuni esponenti politici locali. Resta invece da definire quale sarà il primo progetto per l’area del Piemonte 2, anche se si ipotizza un possibile coinvolgimento della provincia di Cuneo.
“L’assessore Riboldi, durante un recente sopralluogo all’ospedale di Moncalieri ha annunciato una importante novità: Inail finanzierà solo due nuovi ospedali all’anno – attacca il capogruppo Pd Daniele Valle – “La notizia non è di poco conto, perché il Piemonte ne ha chiesti ben otto (Torino nord, Regina Margherita, Cambiano, Ivrea, Cuneo, Savigliano, Alessandria, Vercelli).Ma l’assessore non si ferma qui e va avanti, annunciando che il Piemonte ne proporrà uno per il Piemonte uno e uno per il Piemonte due. Il primo per la provincia di Torino sarà quello di Cambiano (e infatti arriva puntuale l’esultanza del presidente del consiglio, compagno di partito, Nicco).
Quale sarà dunque il primo del Piemonte due? Sarebbe fin troppo facile scommettere sulla provincia di Cuneo. E gli altri in che ordine andranno? Con queste limitazioni, come garantire che il nuovo Regina Margherita sarà pronto quando sarà pronto il nuovo Parco della Salute? Come sempre informazioni importanti sul futuro della sanità piemontese scappano durante i sopralluoghi e non vengono riferite nelle sedi istituzionali, ma questo non ci stupisce più. Più importante rilevare che sono anni che diciamo che il piano Inail di Cirio non è sostenibile senza una sana indicazione di priorità tra gli interventi. Avevamo ragione. E il tempo ci darà ragione anche sulla mancanza di un piano di sostenibilità finanziaria delle otto opere: Inail non regala i soldi, ha la bella pretesa di riaverli indietro. Quali strutture si dismetteranno? Quanto si risparmierà in manutenzioni e utenze? Quanto cuba il canone di ciascuno nuovo ospedale? Saremo in grado di onorare otto (più i canoni dei due ppp di Novara e Torino)? Troppe domande ancora senza risposta”.