
Torino – Nuovo Regina Margherita, Valle (Pd): “Nel 2023 ci dicevano che non c’erano oneri. Oggi il conto potenziale sfiora i 730 milioni di euro”
Nuovo Regina Margherita, Valle (Pd): “Nel 2023 ci dicevano che non c’erano oneri. Oggi il conto potenziale sfiora i 730 milioni di euro”
“Nel dicembre 2023 il Consiglio regionale approvava il provvedimento che avviava lo scorporo del Regina Margherita dalla Città della Salute. Nella delibera si leggeva che “il presente provvedimento non comporta oneri a carico del bilancio regionale e che gli eventuali oneri per l’attivazione verranno individuati con successivo atto della Giunta regionale e troveranno copertura nell’ambito delle risorse destinate al finanziamento del Servizio sanitario regionale”. Oggi, a distanza di oltre due anni, abbiamo provato a fare ciò che la Regione non ha mai fatto: mettere insieme tutte le possibili voci di costo dell’operazione.”
È quanto dichiara il vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale Daniele Valle, che presenta il dossier “Quanto ci costa il nuovo Regina Margherita?“.
Il dossier individua nove diverse categorie di costo collegate al percorso di scorporo e alla prospettata realizzazione di una nuova struttura materno-infantile autonoma. Alcune sono già quantificabili, altre sono indicate dagli stessi documenti tecnici regionali come costi ancora da determinare.
Le voci oggi stimabili portano a:
472,5 milioni di euro di costi complessivi immediatamente quantificabili;
35,6 milioni di euro all’anno di costi ricorrenti a regime;
729 milioni di euro di impatto economico complessivo nell’arco di vent’anni, senza considerare due voci che la stessa documentazione regionale non consente ancora di quantificare: il rafforzamento clinico e i costi di latenza della lunga fase transitoria.
Nel dettaglio, il dossier stima:
441 milioni di euro tra costo della nuova struttura e interessi del finanziamento ventennale;
3 milioni di euro per la riprogettazione del Parco della Salute dovuta ai cambiamenti introdotti dallo scorporo;
15 milioni di euro per la progettazione da anticipare ai fini del finanziamento INAIL;
8 milioni di euro all’anno per la duplicazione delle strutture amministrative e tecniche;
500 mila euro all’anno per la nuova governance aziendale;
1 milione di euro all’anno per gestione e manutenzione del nuovo ospedale;
4 milioni di euro all’anno di minori risparmi e maggiori oneri legati all’equilibrio economico-finanziario del Parco della Salute.
“Il punto non è contestare la necessità di investire sulla pediatria piemontese. Il punto è che dopo anni di annunci nessuno ha mai presentato ai cittadini un quadro complessivo dei costi dell’operazione. Al contrario, la stessa documentazione tecnica evidenzia la necessità di nuove strutture amministrative, di convenzionamenti con la Città della Salute, di attività cliniche da ricostruire e di una lunga fase transitoria che produrrà costi incrementali. Perfino l’ex commissario Messori Ioli ha affermato che non appare possibile garantire la piena autonomia della nuova azienda a isorisorse e che costi incrementali sono attesi e dovranno essere quantificati. È esattamente ciò che chiediamo da tempo: trasparenza.”
“Se nel 2023 si sosteneva che il provvedimento non comportava oneri, oggi è doveroso spiegare ai piemontesi quanto costerà realmente lo scorporo, quali spese sono già state sostenute, quali saranno sostenute in futuro e come verranno finanziate. Si tratta di risorse che non vengono spese in personale, in medicinali, in macchinari, in prestazioni, in progetti di ricerca… ma risorse che vengono destinate alla costruzione di una nuova “scatola” amministrativa e di una nuova “scatola” fisica, al posto dello spazio già individuato nel nuovissimo Parco della Salute, non del cadente “Regina Margherita”.
Il costo di queste due nuove scatole, esorbitante, produrrà un significativo miglioramento dei servizi?
Per questo abbiamo predisposto e rendiamo pubblico il dossier allegato.”