
Torino – Riapre un Gioiello della città, lo splendido Orto botanico del Valentino: “Sarà un successo senza precedenti”
Con l’inizio della bella stagione, a Torino torna visitabile uno dei luoghi più suggestivi della città: l’Orto botanico del Valentino, riaperto dopo quattro mesi di pausa invernale. Questo spazio verde di quasi tre ettari, inserito nel parco del Valentino e gestito dall’Università degli Studi di Torino, ospita circa duemila specie tra piante e alberi, rappresentando un importante punto di riferimento scientifico e culturale.
La nuova stagione porta diverse novità: per la prima volta è accessibile liberamente il boschetto riqualificato, si aggiungono due serre visitabili rispetto all’anno precedente e viene introdotta una guida digitale consultabile tramite smartphone. L’apertura proseguirà fino a metà novembre nei fine settimana e nei giorni festivi, con orari differenziati tra sabato e domenica. Cambiano anche i costi di ingresso, leggermente aumentati, mentre per le visite guidate sarà necessaria la prenotazione. Queste scelte arrivano dopo un notevole incremento di pubblico, passato da 23 mila a 40 mila visitatori in un anno.
«Vogliamo che l’orto sia sempre più accessibile, senza perdere il suo valore scientifico – ha spiegato a La Stampa Loic Maurice Mingozzi, responsabile dell’Orto botanico –. Le novità vanno in questa direzione: aprire nuovi spazi, migliorare i percorsi e accompagnare il pubblico con strumenti diversi, compresi gli eventi culturali».
La riapertura è stata accompagnata da diverse iniziative, tra cui attività per bambini e momenti di lettura all’aperto molto partecipati. Nei giorni successivi sono previsti incontri con autori, mercatini di piante e una rassegna teatrale diffusa tra viali e serre, oltre a una mostra artistica in programma ad aprile.
Nel frattempo, il giardino si anima con le prime fioriture primaverili: tulipani, peonie e rose si susseguiranno nei mesi, trasformando progressivamente il paesaggio. Il boschetto, ora completamente accessibile, offre percorsi rinnovati tra centinaia di alberi anche molto antichi.
Tra le innovazioni, spicca anche l’introduzione di una guida multilingue tramite QR code. È stata inoltre riaperta la serra delle piante grasse, danneggiata nel 2024, e per la prima volta è visitabile quella dedicata alla moltiplicazione. Rimane invece ancora chiusa la serra tropicale, in attesa di interventi di recupero. L’obiettivo resta quello di consolidare il crescente interesse del pubblico verso questo spazio naturale.