
Torino – Sempre più grave il bilancio degli scontri No Tav: 120 agenti feriti, 1 milione di euro di danni. Sequestrate molotov e ordigni
Si aggrava il bilancio degli scontri avvenuti durante la manifestazione No Tav in Val di Susa. Le forze dell’ordine hanno identificato 436 persone, tra cui numerosi partecipanti provenienti anche da Francia, Germania e Belgio. Le loro posizioni sono ora al vaglio degli investigatori sia sotto il profilo penale sia amministrativo. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati ordigni artigianali, bottiglie molotov, materiale esplosivo e pirotecnico, maschere antigas, caschi e passamontagna.
Il numero dei feriti tra gli operatori impegnati nei servizi di ordine pubblico ha superato quota 120: il bilancio comprende 58 poliziotti, 48 carabinieri e 20 militari della Guardia di Finanza. Le verifiche proseguono anche nei cantieri della linea Torino-Lione, dove tecnici e investigatori stanno quantificando i danni provocati dagli assalti. Non si registrano feriti tra gli operai presenti nelle aree di lavoro, ma le strutture hanno subito gravi danneggiamenti che richiederanno interventi di ripristino.
Secondo una prima valutazione di Telt, la società incaricata della realizzazione della nuova linea ferroviaria, i danni nel solo cantiere di Chiomonte ammonterebbero a circa un milione di euro, mentre resta ancora da stabilire quanto tempo sarà necessario per riportare gli impianti alla piena operatività.
Dal canto suo, il movimento No Tav rivendica la riuscita della mobilitazione. “Una grande giornata di lotta per la Val di Susa. Il movimento No Tav, a distanza di quindici anni dall’esperienza Libera Repubblica della Maddalena e dal 3 luglio, ha dimostrato ancora una volta che ha la forza di arrivare là dove la devastazione del territorio è all’ordine del giorno. Tutti i cantieri della valle sono stati raggiunti e contestati, i dispositivi previsti dalle forze dell’ordine sono stati raggirati e superati grazie alla determinazione delle tante generazioni scese in piazza oggi”.
Il movimento ha inoltre criticato la gestione dell’ordine pubblico e le reazioni del mondo politico. “Al momento del rientro della manifestazione – raccontano i No tav – la polizia, coadiuvata dalla digos, ha accerchiato le persone presenti entrando sui binari della stazione di Bruzolo identificando i presenti che sono stati lasciati andare poco dopo.”