Torino – Stellantis ‘gela’ Mirafiori: 60 nuovi modelli entro il 2030, ma nessuno sarà prodotto a Torino. E’ polemica

04/06/2026

Il gruppo automobilistico ha annunciato il lancio di circa sessanta nuovi modelli entro il 2030. Ma nessuno di questi, almeno allo stato attuale, verrà assemblato nello storico stabilimento torinese di Mirafiori. Una prospettiva che ha suscitato forte preoccupazione tra lavoratori, sindacati e istituzioni locali, che speravano in nuovi investimenti e in un ampliamento delle attività produttive del sito piemontese.

A confermarlo è stato il responsabile europeo di Stellantis, Emanuele Cappellano, che ha ribadito come per Mirafiori resti valida l’attuale missione industriale. «Per Mirafiori la missione produttiva è quella attuale, poi vedremo se ci saranno altri sviluppi. Al momento confermiamo il piano attuale, la continuità produttiva di 500 elettrica e 500 ibrida», ha dichiarato il manager. Nessuna riduzione delle attività in Italia, ma nemmeno l’arrivo di nuovi modelli che possano garantire una crescita significativa della produzione.

Il futuro dello stabilimento dipenderà quindi soprattutto dai risultati commerciali della Fiat 500 ibrida. Tuttavia, anche su questo fronte le prospettive appaiono incerte. Raggiungere il traguardo delle 100 mila vetture annue non è considerato scontato e sarà strettamente legato all’andamento del mercato. Nei primi mesi dell’anno la produzione si è fermata a circa 15 mila unità, alimentando dubbi sulla possibilità di raggiungere gli obiettivi fissati dall’azienda.

La situazione preoccupa soprattutto i lavoratori più giovani, molti dei quali sono stati assunti recentemente con contratti in scadenza. Inoltre, il ritmo produttivo non ha richiesto l’introduzione di turni aggiuntivi o lavorazioni nel fine settimana, segnale di una domanda ancora contenuta.

Le dichiarazioni di Stellantis hanno provocato la reazione negativa delle organizzazioni sindacali. I rappresentanti di Fiom, Fim, Uilm e altre sigle ritengono indispensabile assegnare a Mirafiori nuovi modelli e nuove linee produttive per garantire occupazione e sviluppo industriale. Secondo i sindacati, senza un rafforzamento della presenza produttiva a Torino il rischio è quello di nuove difficoltà occupazionali e di un ritorno agli ammortizzatori sociali.

Per questo motivo cresce la richiesta di riportare nel capoluogo piemontese una parte delle decisioni strategiche del gruppo. Un confronto tra azienda e sindacati è previsto a metà giugno a Roma, dove i rappresentanti dei lavoratori chiederanno risposte concrete sul futuro di Mirafiori e dell’intera filiera automobilistica torinese.

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