
Torino – “Vuole una fetta di limone nel tè?”. Poi la sorpresa: costa 1 euro e 50. Il cliente protesta e ottiene il rimborso
Un episodio curioso avvenuto in un bar Starbucks del centro di Torino ha acceso la discussione sui costi degli extra. Un cliente, mentre ordinava un tè nel punto vendita di via Buozzi, si è sentito chiedere dalla cassiera se desiderasse una fetta di limone. Dopo aver accettato senza particolari sospetti, si è ritrovato sullo scontrino un addebito inatteso: 1 euro e 50 centesimi per quella semplice aggiunta.
La sorpresa non è stata affatto gradita. Il cliente ha definito il prezzo eccessivo e poco corretto, sottolineando come non fosse stato avvisato in anticipo del sovrapprezzo. A suo avviso, il costo appariva sproporzionato, paragonabile a pratiche spesso criticate come il pagamento del ghiaccio nelle bibite o di servizi accessori nei ristoranti, che però almeno offrono un contesto o un servizio aggiuntivo. La vicenda, risalente al 12 dicembre, è stata raccontata a Repubblica.
L’uomo ha spiegato che avrebbe accettato senza problemi un piccolo aumento, magari di pochi centesimi, ma non una cifra così alta per una fettina di limone, per di più di dimensioni ridotte. Per una questione di principio, mentre era ancora seduto al tavolo, ha deciso di contattare il servizio clienti di Starbucks per segnalare l’accaduto.
La prima risposta dell’azienda non ha però soddisfatto il cliente. Nella mail ricevuta, Starbucks ha chiarito che non sono previsti rimborsi per supplementi correttamente registrati in cassa, compresi ingredienti aggiuntivi, e che i prezzi degli extra sono stabiliti a livello centrale. Allo stesso tempo, il servizio clienti ha riconosciuto che il costo poteva sembrare elevato e ha ammesso che il personale dovrebbe sempre informare in modo chiaro su eventuali spese aggiuntive.
Successivamente, Starbucks ha fornito una spiegazione più dettagliata, chiarendo che il tè, secondo le procedure standard, non prevede l’aggiunta di limone. In realtà, sarebbe stata proposta una fetta di lime, ingrediente utilizzato solo per alcune bevande specifiche. L’azienda ha riconosciuto che lo staff ha agito in buona fede e ha già richiamato tutti i punti vendita alle corrette linee guida, specificando che il lime non deve essere fatto pagare se richiesto per il tè. A conclusione della vicenda, Starbucks ha annunciato il rimborso e l’offerta di un tè gratuito al cliente coinvolto, assicurando che simili episodi non dovrebbero più ripetersi.