
“Un Gennaio senza alcol” – Il fenomeno globale sta mettendo in crisi le aziende del settore -20% di vendite per i grandi gruppi
Il “Gennaio senza alcol” (o, a livello internazionale, il ‘Dry January’) è una tendenza nata nel Regno Unito grazie all’iniziativa dell’organizzazione no profit Alcohol Change UK. L’idea alla base è semplice: rinunciare completamente alle bevande alcoliche per tutto il primo mese dell’anno.
L’obiettivo non si limita a una pausa temporanea, ma punta a favorire un cambiamento duraturo nelle abitudini di consumo, con effetti sempre più evidenti sull’intero comparto delle bevande alcoliche.
Negli ultimi anni questo fenomeno ha avuto un impatto significativo sul mercato.
Se si analizzano i dati degli ultimi cinque anni, emerge un netto divario tra le performance delle aziende: i grandi gruppi legati alle bevande analcoliche hanno registrato una crescita complessiva del 71%, mentre i principali produttori di alcol hanno subito una contrazione di circa il 20%. Nell’ultimo anno il calo è stato parzialmente contenuto grazie al recupero di alcuni marchi storici della birra, come Carlsberg e Anheuser-Busch InBev, ma la tendenza di fondo resta sfavorevole.
A pesare sul settore è soprattutto la diminuzione dei consumi: oltre due terzi dei cittadini europei dichiarano di bere meno alcol rispetto al passato e quasi il 25% dei giovani ha scelto di eliminarlo del tutto dalla propria routine. Anche aziende consolidate come Campari non sono immuni da questo scenario, con una perdita del 34% nel medio periodo e un calo più contenuto nell’ultimo anno, mostrando comunque una maggiore resilienza rispetto ad alcuni grandi competitor internazionali.