
Violentata in un locale nel centro di Roma: arrestato un 45enne peruviano
Una sera d’estate trasformata in un incubo. Con il pretesto di farle usare il wi-fi del locale, l’ha convinta a entrare in un ristorante del centro storico, le ha offerto da bere fino a stordirla e poi ha abusato di lei. Vittima una studentessa colombiana di 24 anni, in vacanza a Roma, che ha denunciato lo stupro subito e permesso l’arresto di un uomo di 45 anni, cittadino peruviano, ora detenuto nel carcere di Rebibbia con l’accusa di violenza sessuale e sequestro di persona.
La giovane, dopo mesi trascorsi in una casa protetta dove è stata assistita e seguita dal punto di vista medico e psicologico, è rientrata in Gran Bretagna, lontano dal luogo e dall’uomo che hanno segnato in modo indelebile la sua esperienza nella Capitale. «Cercavo di scappare ma lui insisteva, le sue mani erano ovunque», avrebbe raccontato ai soccorritori, ancora sotto choc, con vuoti di memoria e segni evidenti di percosse. Quando si è rivolta agli agenti della polizia locale del I Gruppo Centro, nel cuore della notte, tremava per la paura, con i vestiti sporchi di sangue e di vino.
I fatti risalgono allo scorso giugno. La studentessa era arrivata da sola a Roma per trascorrere alcuni giorni di vacanza e, quella sera, stava cercando di rientrare nell’hotel dove alloggiava. Spaesata, senza credito sul telefono e impossibilitata a usare il navigatore, aveva chiesto aiuto a un uomo incontrato per strada. Lui, che lavorava come direttore di sala in un ristorante non lontano dal Pantheon, si era subito offerto di aiutarla, proponendole di entrare nel locale per collegarsi al wi-fi.
Una volta all’interno, l’uomo ha iniziato a offrirle da bere con la scusa di tranquillizzarla. L’alcol, somministrato con insistenza, ha progressivamente stordito la ragazza, rendendola sempre più disorientata. Successivamente l’ha condotta in un pub, dove la coppia è stata notata da una cliente che, insospettita dall’atteggiamento dell’uomo, ha cercato di allontanarlo dalla giovane senza però riuscirci. Poco dopo, con il pretesto di offrirle qualcosa da mangiare, il 45enne ha convinto la studentessa a tornare nel ristorante, ormai chiuso al pubblico.
È lì che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo ha messo in atto il suo piano. L’ha aggredita e violentata all’interno del locale deserto, segregandola in una stanza mentre lei tentava disperatamente di scappare e chiedere aiuto. Minuti interminabili, aggravati dallo stato di confusione dovuto all’alcol e dalla violenza subita. Solo approfittando di un momento di distrazione dell’aggressore, la ragazza è riuscita a fuggire dal ristorante di piazza della Maddalena e a correre in strada, dove ha incontrato una pattuglia della polizia locale.
Immediato l’intervento dei soccorritori del 118, che l’hanno trasportata in ospedale. Presentava ferite su più parti del corpo ed era fortemente provata, sia fisicamente sia psicologicamente. Una volta tranquillizzata, ha raccontato quanto ricordava di quella notte, fornendo elementi sufficienti per avviare un’indagine durata diversi mesi.
Gli investigatori hanno ascoltato testimoni, tra cui la cliente del pub, e acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza dei locali e delle attività della zona. Sono stati analizzati anche i telefoni cellulari della vittima e dell’indagato. La ricostruzione puntuale della serata è stata possibile anche grazie alle tracce di dna rilevate sul corpo della giovane, considerate una prova decisiva. Raccolti tutti gli elementi, è scattato l’arresto del 45enne, licenziato dal ristorante subito dopo i fatti. Gli inquirenti non escludono che l’uomo possa essere coinvolto in altri episodi simili, attualmente al vaglio delle forze dell’ordine.
M.M.