
L’Italia è prima in Europa per il consumo di Cannabis tra i giovanissimi (anche dai 12 anni..) I dati
L’Italia è il Paese dell’Unione europea con la maggiore diffusione del consumo di cannabis tra i giovani. Secondo il Rapporto europeo sulla droga 2026 dell’Agenzia europea per le droghe (Euda), il 21% degli studenti italiani ha dichiarato di aver utilizzato cannabis nell’ultimo anno, una percentuale superiore a quella registrata in Spagna, Francia e Germania. I dati si riferiscono soprattutto al 2024, con una parte relativa al 2025.
Luciano Squillaci, presidente della Federazione italiana comunità terapeutiche, sottolinea però che in Italia il consumo tra gli studenti è diminuito, passando dal 21% del 2024 al 18% del 2025. Questo calo, secondo l’esperto, non rappresenta necessariamente un dato positivo, perché contemporaneamente sarebbe aumentato il ricorso a cocaina e crack tra i ragazzi. A preoccupare maggiormente è inoltre la crescente potenza dei prodotti disponibili: alcune varietà di cannabis presenterebbero oggi una concentrazione del principio attivo fino a 10-15 volte superiore rispetto a venti anni fa.
Un altro elemento considerato particolarmente grave è l’abbassamento dell’età del primo consumo, che in alcuni casi arriverebbe addirittura a 12 anni. Nei centri di ascolto vengono infatti segnalate sempre più situazioni di giovanissimi che fanno uso non solo di cannabis, ma anche di altre sostanze. Cresce inoltre la diffusione delle nuove sostanze psicoattive, spesso sintetiche e difficili da riconoscere, che nel 2025 hanno contribuito all’aumento degli accessi al pronto soccorso per problemi legati alle droghe.
Secondo Squillaci, per affrontare il problema non bastano campagne informative occasionali: servono interventi educativi continui, maggiore presenza di educatori e luoghi di aggregazione, oltre al rafforzamento dello sport e delle attività sociali.
Resta sotto osservazione anche il fentanyl. In Italia il suo consumo ricreativo appare ancora limitato, ma sono stati segnalati alcuni decessi. Il furto di 80 fiale avvenuto a Roma ha suscitato particolare allarme, poiché, secondo Squillaci, il quantitativo potrebbe essere sufficiente a produrre decine di migliaia di dosi. La sua elevatissima potenza rende quindi necessaria una maggiore attenzione per evitare che il fenomeno possa aggravarsi.
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