
Il Governo cancella il bollo per le auto medio-piccole e per le moto. Meloni: “Via una tassa odiata”. Cosa cambia
Il Consiglio dei ministri ha approvato una misura che prevede l’esenzione dal bollo per le automobili di piccola e media potenza e per i motocicli. Il provvedimento riguarda le vetture fino a 80 kW, una categoria che comprende circa il 70% dei mezzi oggi in circolazione, e punta soprattutto a ridurre i costi sostenuti dalle famiglie per gli spostamenti quotidiani.
L’agevolazione sarà riconosciuta una sola volta per ogni persona. Se il proprietario possiede più automobili che rispettano i requisiti, il beneficio sarà applicato al veicolo meno potente; in caso di pari potenza, verrà scelto quello con il bollo ordinario più basso. Regole specifiche sono previste per moto e ciclomotori: anche in questo caso l’esenzione sarà limitata a un solo mezzo, individuato secondo criteri legati alla potenza e, per i ciclomotori, alla data di prima immatricolazione.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presentato l’intervento come una riduzione del peso fiscale sulla proprietà dei veicoli: “Oggi il Governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani”, ha dichiarato Meloni.
La cancellazione del tributo comporterà un costo stimato di circa 2,36 miliardi di euro. Poiché il gettito del bollo viene incassato dalle Regioni, lo Stato prevede trasferimenti per circa 2,29 miliardi destinati a compensare la perdita di entrate, evitando quindi ricadute finanziarie sugli enti regionali.
Il bollo auto è una tassa annuale legata al possesso del veicolo e il suo importo dipende principalmente dalla potenza del mezzo, dalla classe ambientale e dalle regole della Regione di residenza. Nel 2025, secondo Federcarrozzieri, il tributo avrebbe generato 7,1 miliardi di euro, con una spesa media di 267 euro per famiglia.
Alberto Cirio, vicesegretario nazionale di Forza Italia e presidente della Regione Piemonte, ha confermato l’assenza di oneri per le Regioni: “Ho potuto affrontare il tema oggi stesso con Massimiliano Fedriga, che presiede la Conferenza delle Regioni, e direttamente con il ministro Giorgetti, che mi ha assicurato che la quota regionale verrà interamente coperta dal trasferimento statale, senza che l’abolizione del bollo comporti alcun onere per le Regioni”. L’assenza di oneri per le regioni era già stata confermata dalla stessa premier, che in conferenza stampa aveva dichiarato: “I proventi del bollo vanno alle Regioni ma chiaramente non stiamo varando un provvedimento che deve pagare qualcun altro: trasferiremo alle Regioni la quota delle risorse che rappresenta per loro un mancato introito”.