Caro-libri scolastici, il Governo pensa alle detrazioni fiscali per aiutare le famiglie

01/09/2025

Con l’inizio del nuovo anno scolastico torna anche l’allarme per il caro libri. Secondo i calcoli di Adoc, le famiglie italiane si troveranno a spendere in media oltre 700 euro per figlio tra testi scolastici e kit di cancelleria. Una spesa sempre più pesante che spinge il governo a valutare nuove misure di sostegno da inserire nella prossima legge di Bilancio.

Ad affrontare la questione è il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che già in estate aveva proposto la possibilità di estendere le detrazioni Irpef anche alle spese per i libri scolastici. Attualmente, infatti, i testi non rientrano nel pacchetto di detrazioni al 19% previsto per altre spese educative, come trasporti, mensa, tasse di iscrizione, gite e attività extracurriculari. L’idea allo studio dei tecnici del governo è quella di introdurre un meccanismo legato al numero di figli, con sconti più consistenti per le famiglie numerose, seguendo la logica già adottata nella scorsa manovra. «Importante è ora supportare, in modo più ampio, le famiglie», aveva dichiarato Valditara alla Camera.

Il dibattito si inserisce in un contesto di maggiori stanziamenti per il diritto allo studio. I fondi per i buoni libro e i voucher destinati alle famiglie meno abbienti sono stati aumentati: dai 133 milioni del 2023 si è passati a 137 milioni di euro per il 2024 e 2025 e a 139 milioni per il biennio 2026-2027. Si tratta, come sottolineato dallo stesso ministro, di un incremento del 3% per i primi due anni e del 4,5% per i successivi, risorse che dovrebbero compensare almeno in parte gli aumenti dei prezzi decisi dagli editori. «Risorse che compensano abbondantemente l’aumento dei prezzi», ha commentato Valditara.

La misura delle detrazioni fiscali per i testi scolastici risponde a una richiesta che da tempo arriva da consumatori e associazioni di categoria. Federcartolai e Ali Confcommercio spingono da anni per equiparare le spese scolastiche ad altre voci già detraibili, come quelle mediche o sportive. «Può rappresentare la soluzione al tema, peraltro sempre troppo gridato, del caro libri», ha spiegato l’associazione dei librai italiani. Intanto l’Antitrust ha aperto un’indagine conoscitiva, rilevando rispetto al 2019 un aumento dei prezzi del 4% per l’intero ciclo delle medie e del 5% per le superiori.

Con la manovra alle porte, il governo punta quindi a un intervento strutturale che possa alleggerire la spesa delle famiglie, sostenendo il ceto medio e al tempo stesso chi ha più necessità, anche nell’ottica più ampia delle misure per contrastare la denatalità.

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