Rissa a Trastevere, condannato un giovane tunisino per tentato omicidio

11/09/2025

Una notte di violenza nel cuore della movida romana si è conclusa con una pesante condanna. Il tribunale di Roma ha inflitto nove anni di reclusione a Nadhir Rihai, poco più che ventenne tunisino, riconosciuto colpevole di tentato omicidio ai danni di un connazionale. I fatti risalgono al 5 dicembre 2024, quando una rissa tra gruppi di nordafricani a Trastevere, legata – secondo gli inquirenti – alla spartizione delle piazze di spaccio, degenerò in un’aggressione feroce.

Quella sera, intorno alle 21.30, in via dei Pettinari, Rihai e un complice di appena 18 anni, Ghait Bouhyaya, avrebbero accerchiato un ragazzo tunisino di 24 anni. Secondo le indagini, Bouhyaya si sarebbe limitato a colpire la vittima con calci e pugni, mentre Rihai avrebbe infierito con un coltello e un coccio di bottiglia, provocando ferite profonde al volto e alle braccia.

Gli amici del ferito, nel tentativo disperato di salvarlo, lo sollevarono di peso e bussarono alla caserma dei carabinieri di piazza Farnese. Trasportato d’urgenza al Fatebenefratelli, il giovane venne ricoverato in prognosi riservata. Le ferite riportate, tra cui uno squarcio alla guancia sinistra, hanno lasciato una cicatrice permanente sul volto della vittima.

La reazione delle forze dell’ordine fu immediata. Grazie alle testimonianze e al riconoscimento fotografico fornito dagli amici della vittima, i carabinieri riuscirono a rintracciare Rihai poche ore dopo nei pressi di Ponte Sisto, dove fu arrestato. Il complice, invece, riuscì a fuggire da Roma, ma venne individuato a Terni durante le festività natalizie. Entrambi avevano precedenti, ma per gli investigatori il ruolo di Bouhyaya nell’aggressione sarebbe stato secondario rispetto a quello di Rihai, ritenuto il principale autore delle violenze.

Il processo per Nadhir Rihai si è concluso con il rito abbreviato e la condanna a nove anni di carcere. Per Bouhyaya, invece, il procedimento proseguirà con rito ordinario, dove dovrà rispondere delle accuse con un processo più lungo. La vicenda ha riacceso i riflettori sulla sicurezza nei quartieri della movida romana, spesso teatro di scontri tra gruppi criminali legati al traffico di droga. Intanto, per il giovane ferito, resta il segno indelebile di quella notte: «una cicatrice sul volto che porterà per sempre», come annotano gli inquirenti.

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