
Roma in emergenza contro l’Atalanta: tocca alle seconde linee
Trigoria in questi giorni sembra somigliare più a una corsia d’ospedale che a un centro sportivo d’eccellenza, proprio mentre il calendario mette la Roma davanti a uno dei bivi più delicati della stagione. La sfida contro l’Atalanta di Palladino arriva infatti nel momento peggiore, con le energie che scarseggiano e una lista di assenti che farebbe tremare i polsi a chiunque. Ma come in ogni crisi che si rispetti, si aprono spiragli per chi finora è rimasto nell’ombra. È l’ora della verità per le cosiddette seconde linee, gente come Venturino o magari Zaragoza, e soprattutto per Stephan El Shaarawy. Il Faraone si trova nella scomoda posizione di essere un calciatore a scadenza, uno dei tanti che Gian Piero Gasperini ha dovuto gestire in questa annata decisamente atipica. Lo stesso tecnico, con un pizzico di amaro sarcasmo, ha ammesso: «non mi era mai capitato di allenare tanti calciatori in scadenza». Una situazione che complica non poco le dinamiche dello spogliatoio.
Se vogliamo dare un nome a questa versione d’emergenza, potremmo tranquillamente chiamarla la Roma di Massara. Una squadra che deve fare di necessità virtù, aggrappandosi a elementi come El Aynaoui, che tra i gregari è quello che ha trovato più spazio, specialmente in quella Europa League che per i giallorossi non è mai stata una vera «priorità», per usare ancora le parole del mister. Il clima però è tutt’altro che sereno. Oltre agli infortuni, a pesare sono le liti interne che ormai filtrano quotidianamente fuori dalle mura di Trigoria. Tiene banco soprattutto la diatriba tra Gasperini e lo staff medico, una tensione nata dalla gestione dei tempi di recupero di pedine fondamentali come Ferguson, Dovbyk e Dybala. Il tecnico non ha gradito le lungaggini decisionali, specialmente riguardo ai possibili interventi chirurgici.
Il caso più spinoso del momento è però quello di Wesley. Il brasiliano è tornato malconcio dagli impegni con la nazionale e continua ad allenarsi in solitaria, lontano dal gruppo. Mentre i medici predicano una prudenza estrema, Gasp sembra quasi disperato e vorrebbe forzare i tempi per averlo a disposizione sabato. Ma l’ombra di quanto accaduto con Koné è ancora fresca e funge da monito: il francese, schierato non al meglio contro il Bologna, si è arreso dopo venti minuti e ora rischia di saltare anche la prossima trasferta. La lista degli indisponibili per sabato è un bollettino di guerra che comprende Pellegrini, Koné, Dybala, Dovbyk e Ferguson, con il giovane Pisilli che resta in forte dubbio a causa di un tutore alla caviglia. Al contrario, l’unico a essere pienamente recuperato è il difensore Mancini, che dopo essere stato trattato come un RoboCop è tornato finalmente ad allenarsi con il resto dei compagni.
A complicare ulteriormente i piani di Gasperini si aggiunge il fattore psicologico legato al Mondiale alle viste. Molti calciatori temono di compromettere la loro partecipazione alla rassegna iridata e scendono in campo solo se si sentono al cento per cento della condizione. Una cautela che si scontra frontalmente con le esigenze dell’allenatore, che ha fissato nel quarto posto l’obiettivo minimo per salvare l’onore della stagione. Un traguardo ancora possibile guardando i passi falsi delle concorrenti, ma che passa inevitabilmente per un risultato positivo all’Olimpico contro un’Atalanta che ha ormai poche speranze di Champions, ma molta voglia di rovinare i piani altrui. La formazione anti-dea sembra quasi obbligata, con Svilar tra i pali protetto da Mancini, Ndicka e probabilmente Hermoso, se la gestione fisica dello spagnolo darà i frutti sperati. A centrocampo spazio a El Aynaoui e Cristante, mentre davanti tutto il peso dell’attacco graverà su Soulé, El Shaarawy e Malen. Una Roma incerottata e nervosa, che deve trovare tra le pieghe della sua emergenza la forza per non affondare proprio sul più bello.