
A Torino i prezzi delle case e gli affitti restano più bassi delle altre grandi città italiane – Ecco i motivi
A Torino il mercato immobiliare resta sensibilmente più economico rispetto alle principali città italiane, sia per quanto riguarda gli affitti sia per le compravendite. I dati di Immobiliare.it mostrano che il costo medio degli affitti si aggira intorno ai 12 euro al metro quadrato, mentre a Milano supera i 22 euro. Anche sul fronte delle vendite la differenza è marcata: circa 2.223 euro al metro quadro a Torino contro oltre 5.600 a Milano.
Questa distanza di prezzi è il risultato di dinamiche storiche ed economiche che hanno influenzato profondamente lo sviluppo della città. Dopo il periodo di massimo splendore industriale legato alla Fiat, che per decenni ha rappresentato il cuore produttivo e occupazionale del territorio, Torino ha perso centralità economica a partire dalla fine del Novecento. Il ridimensionamento dell’industria automobilistica e la delocalizzazione di molte attività non sono stati compensati da una trasformazione altrettanto rapida verso settori come servizi avanzati, finanza o innovazione, come invece accaduto a Milano.
Per molti anni la città ha anche vissuto un calo della popolazione e una minore capacità di attrarre nuovi residenti e investimenti. Questo ha mantenuto elevata la disponibilità di immobili sul mercato, contribuendo a contenere i prezzi. A differenza di altre aree metropolitane, la domanda non ha superato l’offerta in modo significativo, rallentando la crescita del settore edilizio.
Un tentativo di rilancio è arrivato con le Olimpiadi invernali del 2006, che hanno portato investimenti e progetti di riqualificazione urbana. Tuttavia, l’indebitamento del Comune e la crisi economica del 2008 hanno limitato la continuità di questo percorso, riducendo le risorse disponibili per servizi e sviluppo urbano. Anche il mercato del lavoro ha mostrato segnali di debolezza, con un aumento della disoccupazione superiore alla media nazionale.
Negli ultimi anni Torino ha iniziato a cambiare volto, ma non senza effetti sul mercato abitativo. La crescita della popolazione studentesca e il boom degli affitti brevi, legati anche al turismo e a grandi eventi, stanno aumentando la domanda di case, senza però un corrispondente incremento dell’offerta. Questo sta iniziando a far salire gradualmente i prezzi, pur mantenendoli ancora inferiori rispetto ad altre grandi città.
Inoltre, i collegamenti rapidi con Milano hanno favorito un fenomeno di pendolarismo e rientro, soprattutto grazie allo smart working. Tuttavia, il divario tra le due città resta profondo: Milano continua a crescere come polo economico dinamico e costoso, mentre Torino segue una traiettoria più lenta e ancora legata alle conseguenze della sua trasformazione incompiuta da città industriale a città dei servizi.