
Milano – Ragazzo morto a 18 anni in monopattino, parla il padre: “Ragazzi mettete il casco. Ora siamo qui a piangere”
La morte di Eros Gagliardi, avvenuta a soli 18 anni in un incidente con un monopattino elettrico, ha lasciato un grande dolore. A raccontare il dramma è il padre Rodolfo, che attraverso le telecamere del Tg3 ha lanciato un accorato appello ai più giovani: “Mio figlio non c’è più. Noi genitori abbiamo sempre detto: ‘Eros, quando usi il monopattino metti il casco’. Però sono ragazzi, hanno 18 anni, sembra che abbiano il mondo in mano. Ragazzi, veramente, mettete il casco. Poi succedono queste cose e noi genitori siamo qua a piangere. Cercate di sentire, di ascoltare”.
Eros era un ragazzo pieno di entusiasmo e di progetti. Amava profondamente il calcio e coltivava il sogno di costruirsi un futuro nello sport. Aveva inoltre programmato di assistere al concerto del rapper Geolier, artista che seguiva con passione. Tutto però si è interrotto poco dopo la mezzanotte, quando un tragico incidente gli ha tolto la vita a breve distanza dalla sua abitazione.
In base alle prime ricostruzioni, il giovane si trovava come passeggero su un monopattino elettrico guidato da un amico. Durante il tragitto il mezzo si è scontrato con un’automobile condotta da una ragazza risultata negativa agli accertamenti per alcol e sostanze stupefacenti. I due ragazzi sul monopattino non indossavano alcuna protezione per la testa.
La vicenda riporta l’attenzione sui pericoli legati alla circolazione dei monopattini elettrici. Secondo quanto ricordato dal Tg3, Eros rappresenta la sesta vittima registrata in Italia dall’inizio dell’anno in incidenti che coinvolgono questi mezzi di trasporto, nonostante l’inasprimento delle norme previsto dal Codice della strada.
Nel quartiere in cui viveva, amici, parenti e compagni di squadra si sono riuniti per ricordarlo con grande commozione. Sul campo da calcio era conosciuto per il suo impegno e per la sua determinazione. Nel 2022 la sua storia era stata raccontata dalla rivista Sprint e Sport nell’articolo “Il ritorno in campo dopo la miocardite: ‘Pensavo che tutti i miei sogni sarebbero svaniti’”.
La miocardite aveva rischiato di interrompere il suo percorso sportivo, ma Eros non si era mai arreso. A sottolinearlo è Domenico Madaffari, presidente dell’Asd Cesano Boscone Idrostar: “Lui ha sempre lottato, ha voluto sempre tornare a calcare i campi di calcio. La sua forza di volontà lo ha aiutato e quell’anno, con noi, ci siamo anche divertiti”.
Dopo la malattia, il giovane aveva più volte ringraziato i genitori per l’aiuto ricevuto durante il percorso di cura e recupero. Il padre lo ricorda oggi con profonda emozione: “Amava giocare a calcio, avevamo girato parecchi ospedali, voleva fare carriera”. Un sogno inseguito con coraggio e sacrificio che si è spezzato troppo presto, lasciando un vuoto enorme in chi gli voleva bene.