
Lazio, bando Valore Artigiano 2026: 9 milioni per innovazione e moda
La Regione Lazio mette in campo un importante pacchetto di investimenti per sostenere il proprio tessuto produttivo tradizionale, guidandolo verso le sfide della modernità. Attraverso uno stanziamento complessivo di 9 milioni di euro, la nuova misura punta a favorire i processi di innovazione, ammodernamento e transizione ecologica e digitale delle realtà artigianali del territorio. Si tratta di un intervento strategico finalizzato a consolidare la crescita delle imprese in un contesto economico globale caratterizzato da mutamenti rapidi e complessi, offrendo strumenti concreti per rafforzare la competitività di un comparto vitale.
Il valore di questo settore è stato ampiamente evidenziato dai vertici regionali durante la presentazione della nuova misura. La vicepresidente della Regione, Roberta Angelilli, ha ricordato la centralità del comparto nel tessuto economico locale: «Le imprese artigiane rappresentano una componente fondamentale dell’economia del Lazio: sono circa 88mila e costituiscono il 15% del patrimonio produttivo regionale. Una vasta rete di attività e professionisti che garantisce servizi e valore aggiunto grazie a competenze, creatività e capacità di innovazione». Questo programma, denominato Valore Artigiano 2026, si inserisce all’interno di una programmazione molto più ampia e strutturata, rappresentata dal piano triennale regionale a sostegno dell’artigianato, definito in stretta collaborazione con le organizzazioni di categoria e approvato dal Tavolo intersettoriale della moda.
Analizzando i dettagli operativi delle risorse stanziate, la prima tranche del bando mette a disposizione delle aziende 2,4 milioni di euro concessi a fondo perduto. All’interno di questa somma è prevista una riserva specifica di 400mila euro destinata esclusivamente agli artigiani attivi nel sistema moda del Lazio. Le agevolazioni permetteranno di finanziare diverse tipologie di spese, tra cui l’acquisto di macchinari, attrezzature e impianti specifici, ma anche investimenti in tecnologie digitali come hardware, sistemi Ict e software. Non mancano i contributi dedicati alla sostenibilità energetica, con la copertura per l’installazione di impianti fotovoltaici, e le risorse destinate alle opere murarie e all’impiantistica civile. Accanto a questo bando, a partire dal mese di settembre, diventerà operativa la sezione artigianato del Nuovo fondo piccolo credito, dotata di circa 6 milioni di euro per facilitare l’accesso ai finanziamenti bancari. Altri 450mila euro saranno infine assegnati ai Centri servizi per l’artigianato per potenziare l’assistenza tecnica e snellire i rapporti burocratici tra le imprese e la pubblica amministrazione.
L’impegno della Regione non si esaurirà con l’erogazione di questi fondi, ma proseguirà con una pianificazione strategica a lungo termine. Sempre per il mese di settembre, infatti, la vicepresidente Angelilli ha annunciato: «Avvieremo, insieme alle associazioni di categoria, un percorso di confronto e concertazione per la definizione del nuovo Piano triennale dell’artigianato del Lazio. Vogliamo costruire una strategia condivisa, capace di rispondere alle nuove esigenze delle imprese e di accompagnare la crescita di un settore che rappresenta una delle eccellenze del nostro tessuto produttivo».
La rilevanza del provvedimento emerge chiaramente anche dai dati numerici che caratterizzano il settore a livello locale. Nel Lazio si contano circa 88mila imprese artigiane, pari al 14,8% dell’intero panorama produttivo regionale, con una fortissima concentrazione nella provincia di Roma, dove si registrano oltre 61mila attività. La Capitale vanta una solida tradizione, espressa da quasi 6mila imprese attive da più di trent’anni, ma dimostra anche una notevole capacità di rinnovamento generazionale, grazie alla presenza di 5.934 realtà guidate da imprenditori under 35.
Anche i vertici della Camera di commercio di Roma hanno espresso un forte apprezzamento per l’iniziativa regionale, evidenziando le difficoltà che le piccole imprese incontrano nel mercato odierno. Il presidente dell’ente camerale, Lorenzo Tagliavanti, ha rimarcato la tempestività dell’intervento: «Stiamo attraversando un momento molto difficile, non solo per la geopolitica, ma anche per l’innovazione, con il digitale che incalza non soltanto il vivere civile ma anche le imprese. Quindi, le aziende hanno un bisogno di innovarsi, di conquistare nuovi mercati: se pensiamo alle piccole imprese, come gli artigiani, da sole non sono in grado di affrontare queste sfide». Al tavolo di presentazione erano presenti i delegati delle maggiori sigle associative del comparto, tra cui Confartigianato Lazio, Cna Lazio, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti Lazio, a testimonianza della forte coesione istituzionale attorno al progetto.
L’impatto economico dell’artigianato laziale è d’altronde di assoluto rilievo, generando un valore sul Prodotto Interno Lordo regionale superiore ai 6,5 miliardi di euro. Attualmente il Lazio si colloca ai vertici delle classifiche nazionali per la crescita imprenditoriale complessiva, registrando un saldo positivo dello 0,49%, una dinamica virtuosa in cui il comparto artigiano si conferma il principale motore trainante grazie a un incremento costante di nuove aperture.
Nonostante questi segnali positivi di dinamismo, permane la forte preoccupazione per la salvaguardia delle botteghe storiche e dei mestieri tradizionali. Secondo i dati elaborati da Confartigianato Roma, negli ultimi cinque anni si è assistito alla chiusura di circa 5mila attività storiche sul territorio. Le contrazioni più severe hanno colpito i settori legati alle lavorazioni artigianali più antiche, come la modellazione tradizionale del legno e del ferro, il comparto delle autoriparazioni e l’artigianato artistico tradizionale. Il nuovo bando regionale si propone quindi anche come un argine a questa dispersione di competenze, unendo la tutela della memoria storica all’indispensabile spinta verso la digitalizzazione.