
Eredità Agnelli, la guerra continua – Margherita chiede al figlio Elkann 1,3 milioni per danni morali. Le ultime
La lunga disputa sull’eredità della famiglia Agnelli si arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario. Durante l’udienza preliminare svoltasi a Torino, Margherita Agnelli ha presentato la richiesta di costituirsi parte civile nel procedimento che vede imputato il figlio John Elkann. La figlia di Gianni Agnelli chiede un risarcimento quantificato in circa 1,3 milioni di euro per presunti danni morali che ritiene di aver subito in relazione alla gestione della successione dei genitori, Gianni Agnelli e Marella Caracciolo.
L’udienza ha inoltre riunito i diversi filoni dell’inchiesta coordinata dalla Procura torinese. Oltre a Elkann, chiamato a rispondere delle accuse di truffa e dichiarazione fraudolenta, risultano coinvolti anche il presidente della Juventus e commercialista Gianluca Ferrero, accusato di truffa, falso e violazioni fiscali, e il notaio Remo Morone, indagato per presunte falsificazioni documentali.
Al centro delle contestazioni vi è la gestione della residenza fiscale di Marella Caracciolo tra il 2010 e il 2019.
“Secondo le indagini -scrive Repubblica- “la fittizia residenza in Svizzera sarebbe stata orchestrata per nascondere al fisco una rendita vitalizia milionaria e un patrimonio composto da Sicav lussemburghesi, trust offshore e opere d’arte per un valore complessivo superiore alle centinaia di milioni di euro. I legali di John Elkann potranno sollevare le loro eccezioni per bloccare l’ingresso della madre nel processo penale l’11 settembre 2026, data in cui è stata aggiornata l’udienza e il tribunale scioglierà la riserva. Secondo la tesi della difesa, Margherita Agnelli non sarebbe legittimata a costituirsi parte civile per i reati di frode fiscale e truffa, in quanto il soggetto direttamente danneggiato da tali condotte è l’Agenzia delle Entrate. Nella richiesta di rinvio a giudizio della Procura Margherita Agnelli è comunque citata come persona offesa. Elkann, pur avendo versato 183 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate per saldare il debito tributario, si è visto respingere a febbraio 2026 la richiesta di messa alla prova, che prevedeva un periodo di volontariato come tutor. Anche l’istanza di patteggiamento avanzata da Gianluca Ferrero è stata rigettata dal giudice all’inizio dell’anno. Il gup non si è pronunciato oggi sul rinvio a giudizio. Paolo Siniscalchi, avvocato di John Elkann, commenta: “Una parte privata che si costituisce parte civile, presupponendo di aver subito danno da evasione fiscale a danno di ente pubblico, è di per sé un’anomalia su cui faremo valutazioni”. Su un’ipotesi di patteggiamento risponde: “Non è questo il tema della giornata”. “Margherita Agnelli ha depositato un atto di costituzione di parte civile anche nei confronti di John Elkann – spiega Dario Trevisan, legale di Margherita Agnelli – per il risarcimento del danno morale in quanto vittima di un articolato piano fraudolento in merito alla successione di sua madre e suo padre, pregiudicandone la titolarità di partecipazioni rilevanti e di controllo nella Dicembre”. La difesa di Elkann: “La richiesta di Margherita è una anomalia, ha poco di morale” I legali di John Elkann hanno sempre sostenuto l’estraneità del loro assistito ai fatti contestati. Paolo Siniscalchi, avvocato di Elkann, a margine dell’udienza aggiunge: “Abbiamo visto che Margherita Agnelli ha chiesto di costituirsi parte civile per chiedere i danni morali al figlio. Io ritengo obiettivamente che ci sia poco di morale in questa richiesta, considerato che Margherita Agnelli, come sapete non è stata esclusa dalla successione dei genitori, ma sostanzialmente è uscita in un momento molto critico per il gruppo e lasciando a John Elkann l’onere di risanare e tenere in piedi una realtà industriale compromessa. Quindi mentre Margherita Agnelli è diventata miliardaria ed è scappata dal gruppo che aveva guidato suo padre, John Elkan si è assunto l’onere di portarlo avanti. Per quanto riguarda poi il tema della Dicembre, che ho visto anche accennato nella costituzione di parte civile, ricordiamo che Margherita Agnelli in sede civile è stata dichiarata priva di legittimazione, cioè non può fare delle domande perché ha perso la qualità di socia della Dicembre già nel 2004 nell’ottica appunto di questa soluzione che lei ha fortemente voluto. È uscita quindi dalla compagine societaria della Dicembre e a oggi è solo un ex socio che non ha nessuna legittimazione ad agire e a chiedere alcunchè. L’assetto proprietario della Dicembre quindi ormai è cristallizzato da moltissimo tempo ed è immodificabile”.