
5 mila sportelli bancari chiusi in Italia negli ultimi 5 anni – Crollo del 43% negli ultimi 15: “E’ una desertificazione bancaria”
Negli ultimi anni il sistema bancario italiano ha subito una profonda trasformazione, caratterizzata da una drastica riduzione della presenza fisica degli istituti di credito sul territorio.
Secondo le elaborazioni di Uilca basate sui dati della Banca d’Italia, il numero degli sportelli è passato da oltre 31.000 nel 2005 a poco più di 19.000 nel 2025. Ciò significa che in due decenni sono scomparse più di 12.000 filiali, di cui circa 5.000 soltanto negli ultimi cinque anni.
La diminuzione non riguarda esclusivamente il numero degli sportelli, ma anche la copertura territoriale. I comuni che possono contare su almeno una banca sono infatti scesi da quasi 6.000 a meno di 4.500. Sempre più aree del Paese si trovano quindi prive di un presidio bancario, una situazione che sindacati e associazioni del settore definiscono da tempo “desertificazione bancaria”.
Le ragioni di questo fenomeno sono molteplici. Da una parte, la diffusione di servizi digitali come home banking e app per la gestione del conto ha ridotto la necessità di recarsi in filiale per le operazioni più comuni. Dall’altra, gli istituti di credito hanno avviato piani di razionalizzazione per contenere le spese e aumentare l’efficienza. Anche fusioni e acquisizioni hanno avuto un ruolo importante, poiché l’unione tra banche porta spesso alla chiusura delle sedi considerate duplicate nelle stesse zone.
Nel frattempo, il settore continua a evolversi attraverso nuove operazioni finanziarie. Se alcune trattative in corso dovessero andare a buon fine, la distribuzione delle filiali sul territorio potrebbe cambiare ulteriormente, modificando gli equilibri tra i principali gruppi bancari nazionali.
Le conseguenze di questa riduzione sono però particolarmente rilevanti per cittadini e imprese. Oggi quasi 3.500 comuni italiani non dispongono più di alcuno sportello bancario e oltre 11 milioni di persone rischiano di avere un accesso più difficile ai servizi finanziari. Di queste, circa 4,9 milioni vivono già in territori completamente privi di banche.
Le regioni che stanno sperimentando le maggiori criticità sono Friuli Venezia Giulia, Marche, Veneto, Sicilia e Piemonte.
A pagare il prezzo più alto sono soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione, come gli anziani poco abituati agli strumenti digitali, e le piccole attività economiche che continuano ad avere bisogno di un rapporto diretto con gli operatori bancari. Il progressivo arretramento delle filiali rappresenta quindi non solo un cambiamento economico, ma anche una questione sociale che interessa una parte crescente del Paese.