
È morto il Comandante Alfa, cofondatore del GIS – Addio al Carabiniere più decorato d’Italia
Si è spento all’età di 75 anni il Comandante Alfa, figura simbolo dell’Arma dei Carabinieri e tra i fondatori del GIS, il Gruppo di Intervento Speciale specializzato nelle operazioni antiterrorismo e nelle missioni ad alto rischio. Considerato il Carabiniere più decorato d’Italia, ha dedicato oltre quarant’anni al servizio dello Stato, partecipando ad alcune delle più importanti operazioni contro il terrorismo e la criminalità organizzata, mantenendo sempre il massimo riserbo sulla propria identità, protetta dal celebre mefisto nero.
“Con immenso dolore comunichiamo la scomparsa del Comandante Alfa. Ci lascia un uomo Speciale, che ha saputo donare affetto, valori e ricordi che resteranno per sempre nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e non solo. Vi chiediamo di rispettare questo momento di lutto con discrezione e sensibilità”, si legge nel messaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook.
Originario di Castelvetrano, il Comandante Alfa fu protagonista di numerose missioni in Italia e all’estero. Tra le operazioni più significative figurano gli interventi durante la rivolta nel carcere di Trani, la liberazione di ostaggi, il contrasto alla criminalità organizzata e il servizio di scorta al magistrato antimafia Nino Di Matteo.
Terminata la carriera operativa come istruttore d’élite, aveva scelto di raccontare la propria esperienza attraverso libri dedicati ai valori della legalità e del servizio allo Stato, tra cui Io vivo nell’ombra e Cuore di rondine.
Nel corso della sua carriera ricevette numerose onorificenze, tra cui la Croce d’oro al merito dell’Arma dei Carabinieri e il titolo di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia. Il suo vero nome non è mai stato reso pubblico, alimentando negli anni il fascino di una figura rimasta sempre nell’ombra.
Anche il sindaco di Castelvetrano, Giovanni Lentini, ha ricordato il concittadino con un messaggio di cordoglio: “Un percorso vissuto sempre con grande riservatezza, coraggio e senso del dovere. Pur vivendo lontano da Castelvetrano, non ha mai dimenticato la sua città”. Infine ha concluso: “Castelvetrano saluta un suo figlio che ha onorato la divisa e servito il Paese con dedizione fino all’ultimo”.