
Torino – Minorenni imputabili dai 14 anni: arriva la stretta anti maranza e baby delinquenti dal Governo- E scoppia la polemica “Vergogna, solo propaganda”
Il Governo ha approvato un disegno di legge che modifica le regole sull’imputabilità dei minori tra i 14 e i 18 anni, con l’obiettivo dichiarato di contrastare la criminalità giovanile. La novità principale riguarda l’articolo 98 del Codice penale: finora spettava al giudice verificare, caso per caso, se il ragazzo fosse capace di intendere e di volere, mentre con la riforma “viene invertito l’onere della prova”. Ciò significa che il minore sarà considerato imputabile salvo dimostrazione contraria. L’età minima per l’imputabilità resta comunque fissata a 14 anni.
Nel presentare il provvedimento, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito che “Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni. Anche quando è minorenne”, sostenendo che chi commette reati violenti o danneggiamenti deve affrontarne le conseguenze indipendentemente dall’età. La premier ha ricordato anche altre misure già adottate, come l’arresto per i minorenni trovati con un’arma, il giro di vite sulla diffusione dei coltelli e l’inasprimento delle sanzioni per i danneggiamenti di gruppo. Secondo Meloni, la sola severità non è sufficiente, ma nemmeno interventi educativi privi di fermezza riescono a risolvere il problema.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha spiegato che il disegno di legge rappresenta il completamento del percorso iniziato con il decreto Caivano e altri interventi contro la delinquenza minorile. Ha inoltre precisato che la nuova disciplina introduce una presunzione relativa, quindi superabile con prove contrarie, senza modificare né l’età dell’imputabilità né l’entità delle pene previste.
E scoppia la polemica con le opposizioni
L’iniziativa ha suscitato forti contestazioni da parte delle opposizioni. Il Partito Democratico accusa il Governo di puntare su repressione e propaganda anziché affrontare le cause del disagio giovanile, mentre Alleanza Verdi e Sinistra parla di una pericolosa deriva autoritaria e del fallimento delle politiche sulla sicurezza. “Le parole di Carlo Nordio sono gravissime – ah commentato Bonelli -. Dopo sei decreti sicurezza e il decreto Caivano, il governo ammette che la criminalità minorile è aumentata. È la prova del fallimento delle politiche della destra: più propaganda, più repressione, meno sicurezza
Anche Save the Children ha espresso preoccupazione, sostenendo che la violenza minorile richiede risposte specifiche e non un’estensione del modello della giustizia degli adulti. “La violenza giovanile rappresenta una sfida complessa che non può essere affrontata prendendo a modello la giustizia degli adulti – ribadisce l’organizzazione, che ricorda inoltre che i casi di non imputabilità per immaturità sono diminuiti drasticamente negli ultimi vent’anni, passando da 256 nel 2004 a 60 nel 2024. – “Considerare di regola imputabile un minore ultraquattordicenne rischia di trasmettere un messaggio rischioso: che la risposta penale agli errori degli adolescenti debba essere uguale a quella degli adulti”.