
A Torino blackout continui, ma rinnovabili ferme – In Piemonte sono 800 gli impianti bloccati: una situazione paradossale
Il Piemonte (ma anche il resto d’Italia) si trova di fronte a una situazione paradossale: mentre aumentano i consumi energetici e si registrano episodi di sovraccarico della rete elettrica, migliaia di progetti legati alle energie rinnovabili restano bloccati tra procedure amministrative, ricorsi e contestazioni locali.
Il caso di Torino rappresenta in modo emblematico questa difficoltà. In una città sempre più esposta a temperature elevate e a una crescente domanda di elettricità, si verificano blackout e problemi di distribuzione proprio mentre numerosi impianti destinati a produrre energia pulita attendono ancora autorizzazioni o collegamenti alla rete.
Secondo un rapporto di Legambiente, la situazione riguarda l’intero Paese. Dei 1.781 progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili attualmente in fase di valutazione, circa 1.200 risultano sospesi o rallentati a causa di iter tecnici incompleti e lungaggini burocratiche. A ciò si aggiunge un dato preoccupante: nel 2025 il numero delle nuove richieste presentate è diminuito del 75%, segnale delle difficoltà incontrate dagli operatori del settore.
Anche il mondo imprenditoriale denuncia il problema. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha sottolineato l’urgenza di accelerare le autorizzazioni per grandi impianti fotovoltaici ed eolici, evidenziando come sia incoerente chiedere una maggiore produzione di energia verde e allo stesso tempo ostacolarne la realizzazione. Attualmente risultano ancora in attesa circa 4.000 richieste di autorizzazione avanzate dalle imprese, di cui circa 800 solo in Piemonte.
L’Italia dispone oggi di circa 85 gigawatt di potenza installata da fonti rinnovabili, ma per raggiungere gli obiettivi energetici e climatici fissati per i prossimi anni sarà necessario aggiungerne almeno altri 50. Nel frattempo oltre 131 gigawatt di nuovi impianti attendono il via libera amministrativo e molti sistemi già completati non sono ancora stati collegati alla rete elettrica.
Il Piemonte occupa una posizione importante nel panorama nazionale delle energie rinnovabili. Con oltre 7.200 megawatt installati, è una delle regioni più avanzate del settore, grazie soprattutto all’idroelettrico e al fotovoltaico. Tuttavia dovrà incrementare ulteriormente la propria capacità produttiva entro il 2030 per rispettare gli obiettivi fissati dal Decreto Aree Idonee. Al momento è stato raggiunto meno della metà del traguardo previsto e, mantenendo l’attuale ritmo, il rischio è quello di accumulare un significativo ritardo.
Le criticità non dipendono soltanto dalla burocrazia. In molte aree crescono infatti le opposizioni da parte di amministrazioni locali e comitati cittadini, preoccupati per l’impatto paesaggistico di nuovi impianti. Alcuni progetti agrivoltaici e fotovoltaici nel Monferrato sono stati contestati per possibili effetti sul territorio e sul patrimonio paesaggistico riconosciuto dall’Unesco.
Il risultato è un paradosso evidente: mentre il fabbisogno energetico aumenta e la transizione ecologica viene indicata come una priorità strategica, una parte consistente delle infrastrutture necessarie per produrre energia pulita rimane ferma tra autorizzazioni, ricorsi e proteste, rallentando il percorso verso un sistema energetico più sostenibile ed efficiente.