Torino – Parco della Salute: “La Guardia di Finanza in corso Bramante è l’ultimo sigillo su anni di gestione fallimentare”

05/06/2026

“Parco della Salute: la Guardia di Finanza in corso Bramante è l’ultimo sigillo su anni di gestione fallimentare”

“La notizia dell’intervento della Guardia di Finanza presso la Città della Salute di Torino, con sequestro di computer e telefoni nell’ufficio del responsabile unico del procedimento, nell’ambito di un’indagine per turbativa d’asta sull’appalto del Parco della Salute, getta nello sconforto chi ha seguito da vicino questa vicenda e vede in questo progetto il futuro della sanità piemontese e non una onerosa cambiale da onorare” – così il Vicepresidente della Commissione Sanità, Consiglio Regionale del Piemonte Daniele Valle, che aggiunge: “Il quadro che emerge oggi è il risultato di anni di ritardi, promesse non mantenute e scelte amministrative discutibili che hanno trasformato quella che doveva essere l’opera sanitaria più importante del Piemonte in un cantiere dell’incertezza.

Ripercorriamo i fatti. A maggio 2019 erano tre gli operatori economici ammessi alla gara. La nuova giunta Cirio ha allora iniziato una assolutamente inutile interlocuzione con Anac per modificare il progetto, abbassare le stime economiche e scorporare il Regina Margherita. Naturalmente, a gara avviata, non è stato possibile modificare nulla. A Novara lo stesso copione ha partorito una aumento dei costi e un ritardo conclamato nella partenza del ppp.

A Torino la lentezza procedurale della Regione ha fatto sì che, quando a febbraio 2022 le due ditte rimaste in gara hanno segnalato l’esplosione dei costi delle materie prime, si fosse già accumulato un ritardo incomprensibile. Quello che è successo dopo è ancora più grave: la Regione ha impiegato tre mesi solo per ri-scrivere ad ANAC. L’interlocuzione si è trascinata fino a settembre 2023 — un anno e mezzo per sbloccare una procedura — scaricando sulle casse pubbliche un incremento di 68,4 milioni a carico dello Stato e 3,6 milioni a carico della Regione. Uno sblocco permesso dall’arrivo del commissario Corsini a inizio 2023 (proposto dalle opposizioni del Consiglio Regionale), che ha coperto costi che il tempestivo aggiornamento della procedura avrebbe potuto ridurre significativamente.

Oggi sappiamo che su questa gara indaga la Procura, con l’ipotesi che una soffiata abbia permesso all’unico concorrente rimasto di presentare un’offerta meno competitiva, aggravando ulteriormente i costi per il pubblico. Un’opera da oltre un miliardo e duecento milioni di euro, finanziata in larga parte con denaro pubblico, che rischia di restare impantanata ancora una volta.
La domanda a cui la Giunta Cirio deve rispondere è semplice: quanti ritardi, quanti rincari e quante inchieste giudiziarie dovrà ancora subire il Parco della Salute prima che qualcuno si assuma la responsabilità politica di questa gestione?”

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