
A Torino strade colabrodo: il Comune ha pagato oltre 1 milione di euro di risarcimento danni dal 2022. I dati allarmanti
Le condizioni delle strade di Torino continuano a pesare sulle casse comunali. Dal 2022 a oggi il Comune ha dovuto affrontare oltre 3.400 richieste di risarcimento legate a incidenti causati da buche e dissesti dell’asfalto, con una spesa complessiva superiore a 1,2 milioni di euro. I dati sono stati illustrati dalla vicesindaca Michela Favaro durante una seduta comunale, in risposta a un’interpellanza presentata dal consigliere Giuseppe Iannò.
Negli ultimi anni il numero delle pratiche è aumentato in modo significativo. Si è passati dalle 547 domande registrate nel 2022 fino a oltre mille nel 2024, l’anno con il numero più alto di segnalazioni. Nei primi mesi del 2026 risultano già aperte quasi 400 nuove richieste. Parallelamente restano numerosi i contenziosi ancora in corso davanti ai tribunali.
Secondo quanto emerso, i ritardi negli interventi di manutenzione rappresentano una delle principali cause del problema. Iannò ha criticato i tempi troppo lunghi necessari per riparare le buche, sostenendo che una maggiore attenzione alle segnalazioni dei cittadini potrebbe ridurre incidenti e spese legali. Nel dibattito è tornato anche il riferimento alla cosiddetta macchina “tappa buche”, introdotta anni fa durante l’amministrazione Appendino per individuare e riparare rapidamente i dissesti stradali, ma successivamente accantonata a causa dei costi elevati.
Favaro ha spiegato che le richieste vengono prese in carico entro circa un mese. Nei casi più semplici il rimborso può arrivare entro 90 giorni, mentre le pratiche più complesse richiedono approfondimenti che possono allungare i tempi fino a un anno. Se si arriva in tribunale, invece, le controversie possono durare anche diversi anni.
Ma non tutte le domande vengono accolte. Alcune vengono respinte per mancanza di prove sufficienti, altre perché la competenza del danno non dipende direttamente dal Comune ma da enti come Gtt o Iren. In molti casi, inoltre, le dispute si chiudono con accordi tra le parti senza arrivare a sentenza.