
Orsini (Confindustria) rilancia il nucleare: “Serve per l’indipendenza energetica dell’Italia. Il tema non è più rimandabile”
Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini è tornato a sostenere con forza il tema del nucleare durante il Sustainable Economy Forum 2026 di San Patrignano, evento dedicato ai temi della competitività industriale, della transizione energetica e della neutralità tecnologica. Secondo Orsini, l’energia nucleare potrà avere un ruolo decisivo nel rendere l’Italia più autonoma sul piano energetico e meno dipendente dall’estero.
Il numero uno di Confindustria ha auspicato che tutte le forze politiche sostengano il progetto sulla sperimentazione nucleare che il Governo presenterà presto in Parlamento, sottolineando come il problema energetico non possa più essere rinviato. A suo giudizio, il Paese sta ancora pagando le conseguenze di decisioni prese in passato che hanno reso il sistema produttivo italiano meno competitivo rispetto agli altri grandi Stati europei.
“Il nucleare contribuirà a rendere il nostro Paese davvero indipendente sul fronte energetico – dichiara Orsini – “Ne ho parlato oggi al Sustainable Economy Forum 2026 di San Patrignano, dove competitività, mix energetico e neutralità tecnologica erano al centro del dibattito. E mi auguro che tutte le forze politiche, con senso di responsabilità, sostengano la proposta sulla sperimentazione nucleare che il Governo porterà presto in Parlamento. Perché il tema dell’energia non è più rimandabile. L’Italia oggi paga le scelte del passato che l’hanno resa meno competitiva, più fragile e fuori scala rispetto agli altri grandi Paesi europei e internazionali. Per questo è necessario intervenire su più fronti, puntando sul mix energetico. In questo senso, le rinnovabili sono fondamentali e stiamo lavorando Regione per Regione affinché le concessioni vengano messe a terra il prima possibile. Ma dobbiamo anche essere onesti: nel percorso di transizione non potremo fare a meno del gas, che continuerà a svolgere un ruolo di “cuscinetto” essenziale per mantenere attive le rinnovabili. Dobbiamo cambiare la narrazione e dire le cose come stanno. Allo stesso tempo, per noi la neutralità tecnologica resta un principio non negoziabile. Le imprese italiane hanno già fatto i compiti a casa: hanno ridotto le emissioni, hanno anticipato le norme europee, hanno saputo fare della sostenibilità un modello economico. L’Europa dovrebbe premiare questi risultati, non penalizzarli con nuove misure che incrementano i costi e riducono la competitività. Noi vogliamo un mercato unico europeo dell’energia. Vogliamo scelte pragmatiche, non ideologiche. Perché difendere l’industria europea significa tutelare la competitività, il benessere sociale, il lavoro e il futuro”.