Cessione Iveco: “Quando chiudono le fabbriche si spegne una nazione”. Il duro attacco di un ex dirigente Fiat

05/08/2025

Cessione Iveco “Quando chiudono le fabbriche si spegne una nazione”

Secondo Giorgio Garuzzo, storico dirigente di vertice in Fiat, quando la guida di una multinazionale si sposta all’estero, l’Italia  finiscono per perdere completamente centralità e peso. Le sue parole sono nette: “Abbiamo impiegato sette anni a creare un grande gruppo europeo nel campo dei veicoli industriali, unendo realtà di Italia, Regno Unito e Spagna, arrivando perfino a integrare la Ford New Holland. E ora, all’improvviso, Iveco è diventata proprietà dell’indiana Tata Motors.”

Il problema, però, non è solo simbolico: è strutturale, economico e industriale. La vendita di Iveco segna una delle perdite più gravi avvenute sotto la gestione Exor, rappresentando un altro colpo inferto al cuore del sistema manifatturiero italiano. Dopo la cessione di Comau, Marelli e Fiat, anche Iveco passa di mano. Ma dietro a questi marchi si nasconde un’intera rete di piccole e medie imprese che dipendono dalla grande industria per sopravvivere.

“Il rischio – commenta Marco Pugliese, giornalista e analista economico – “è che dietro a questi nomi, apparentemente tecnici, crolli l’intero ecosistema produttivo che tiene in piedi migliaia di PMI. Nel primo semestre 2025 l’indotto metalmeccanico piemontese cresceva del 68%. A Foggia, Suzzara, Bolzano, centinaia di fornitori orbitavano intorno a motori, cabine, trasmissioni. Ora? Tutto in bilico. E nessuno può credere alla narrazione che Tata manterrà la produzione qui se non sarà conveniente. “Se avrà convenienza a spostare produzioni in India, lo farà”, ammonisce Garuzzo.

Il copione lo conosciamo – aggiunge Pugliese – “Fiat Ferroviaria, ceduta ai francesi di Alstom e poi delocalizzata; Teletra, sparita; Marelli, passata di mano tra fondi e creditori. È sempre la stessa storia. Si vende un pezzo di industria per fare cassa, ma si perde know-how, capitale umano, sovranità tecnologica. Inquesyo vuoto s’infila una retorica pericolosa: l’Italia può vivere di turismo, accoglienza, eventi. Una favola. Una nazione senza manifattura diventa dipendente. Senza manifattura non esporta innovazione, importa disoccupazione. OpenIndustria sta lavorando per costruire un’alleanza nazionale tra imprese, fondi pazienti e centri di ricerca, con l’obiettivo di salvaguardare i presidi strategici del made in Italy. Chiediamo che venga esteso il Golden Power anche alle filiere considerate “civili” ma vitali, come l’automotive, il ferroviario e la componentistica.

Servono strumenti fiscali che incentivino l’integrazione industriale tra PMI, la crescita dimensionale e il ritorno di competenze produttive oggi disperse all’estero. Vogliamo uno Stato arbitro e stratega, non spettatore o notaio delle dismissioni. L’Italia non è condannata al declino, ma deve scegliere. Ogni chiusura di uno stabilimento non è una ristrutturazione: è un taglio di futuro. E il futuro non si svende, si difende”.

Ti è piaciuto l’articolo?

Condivilo su tutti i social e menziona Italy News 24 - Le notizie dall' Italia in tempo reale

Potrebbero interessarti

Cos’è Palantir, l’azienda più potente del mondo che sorveglia l’Occidente – Utilizza l’AI e ha come clienti l’FBI. La Cia e il Pentagono

Cos’è Palantir, l’azienda più potente del mondo che sorveglia l’Occidente – Utilizza l’AI e ha come clienti l’FBI. La Cia e il Pentagono

Palantir è una delle aziende tecnologiche più influenti e controverse del panorama internazionale. Fondata nel 2003 nella Silicon Valley da Peter Thiel e Alex Karp, nacque inizialmente con l’obiettivo di supportare le attività di intelligence statunitensi dopo gli attentati dell’11 settembre. Nel corso degli anni si è trasformata in una società specializzata nell’analisi avanzata dei […]

08/06/2026

Vicino il rinnovo del contratto per gli statali: aumenti e novità

Vicino il rinnovo del contratto per gli statali: aumenti e novità

Il mondo della pubblica amministrazione italiana si trova alla vigilia di una svolta che potrebbe assumere i contorni di un evento memorabile. È infatti attesa a breve la possibile firma sull’accordo preliminare per il rinnovo del contratto dei dipendenti ministeriali, relativo al triennio 2025-2027. Questo passaggio rappresenta un fatto inedito per il settore del pubblico […]

08/06/2026

Carburanti, rinnovato lo sconto sulle accise, ma ridotto a 6 centesimi

Carburanti, rinnovato lo sconto sulle accise, ma ridotto a 6 centesimi

A cento giorni dall’inizio del conflitto in Iran, il governo italiano vara il suo sesto provvedimento per mitigare i costi energetici, confermando la proroga del taglio delle accise sui carburanti per altre quattro settimane. La presidenza del Consiglio e i ministeri competenti hanno però dovuto calibrare la misura tenendo conto del recente calo dei prezzi […]

07/06/2026

Incredibile ma vero: nel 1990 il Pil italiano era il doppio di Cina e India messi insieme – Poi è cambiato tutto. Ecco perché

Incredibile ma vero: nel 1990 il Pil italiano era il doppio di Cina e India messi insieme – Poi è cambiato tutto. Ecco perché

Negli ultimi decenni l’economia mondiale ha subito una trasformazione profonda. Nel 1990 l’Italia era ancora una delle principali potenze industriali e il suo PIL, pari a circa 1.180 miliardi di dollari, risultava quasi doppio rispetto alla somma di Cina e India, che insieme non arrivavano a 700 miliardi. Nonostante la forte differenza demografica, con popolazioni […]

05/06/2026

Italia – Ecco i 5 settori che tengono in piedi il Paese: dal Turismo alla Farmaceutica. Sono il ‘motore’ dell’Italia

Italia – Ecco i 5 settori che tengono in piedi il Paese: dal Turismo alla Farmaceutica. Sono il ‘motore’ dell’Italia

Tra crescita debole, produttività stagnante, debito pubblico elevato e un mercato del lavoro che fatica a tenere il passo con le trasformazioni globali, l’Italia continua a confrontarsi con sfide economiche complesse. Eppure, nonostante le difficoltà, esistono alcuni comparti che rappresentano ancora il motore del Paese, contribuendo in modo decisivo all’occupazione, alle esportazioni e alla competitività […]

04/06/2026

Caro energia: Bruxelles apre all’Italia ma dice no ai tagli sulle accise

Caro energia: Bruxelles apre all’Italia ma dice no ai tagli sulle accise

Importante svolta nelle relazioni economiche tra Roma e Bruxelles: la Commissione Europea ha concesso l’attesa apertura alla richiesta italiana di ottenere una maggiore flessibilità fiscale per contrastare gli effetti del caro energia. I Paesi membri dell’Unione Europea avranno la possibilità di estendere al comparto energetico la deroga al Patto di Stabilità che era già stata […]

04/06/2026

Negoziati Italia-Ue: Bruxelles apre alla flessibilità sull’energia

Negoziati Italia-Ue: Bruxelles apre alla flessibilità sull’energia

I negoziati tra Roma e Bruxelles stanno per giungere a una svolta significativa sul fronte dei conti pubblici e della transizione ecologica. La Commissione europea si appresta infatti a concedere un’importante apertura formale alla richiesta italiana di estendere il margine di flessibilità, già previsto per le spese militari, anche agli investimenti nel settore energetico. Questa […]

03/06/2026

Dall’UE apertura alla flessibilità per fronteggiare il caro-energia

Dall’UE apertura alla flessibilità per fronteggiare il caro-energia

L’Unione europea si mostra aperta a introdurre una maggiore flessibilità all’interno del Patto di stabilità per quanto riguarda il settore dell’energia, limitando però questa concessione esclusivamente agli investimenti e non al finanziamento di sussidi statali. Con questo orientamento la Commissione europea sembra accogliere, seppur parzialmente, le pressanti richieste avanzate dal governo italiano, impegnato nella complessa […]

02/06/2026

La grande fuga di Elkann: vendute Magneti Marelli, Iveco, Comau, La Stampa e Repubblica. La prossima cessione sarà Maserati? La situazione

La grande fuga di Elkann: vendute Magneti Marelli, Iveco, Comau, La Stampa e Repubblica. La prossima cessione sarà Maserati? La situazione

Nell’ultimo periodo John Elkann e la holding Exor hanno progressivamente ridotto la loro presenza nei principali settori industriali ed editoriali italiani legati storicamente alla Fiat. Una strategia che ha segnato un forte cambiamento rispetto al passato della famiglia Agnelli e che, secondo molti osservatori, rappresenta un progressivo allontanamento da Torino e dalle attività considerate simboliche […]

24/05/2026