
Chiara Appendino regala una sveglia al ministro Urso: “E’ da 3 anni che dorme”
Durante il question time alla Camera, Chiara Appendino ha attaccato duramente il ministro Urso, accusandolo di aver gestito in modo fallimentare le politiche industriali degli ultimi anni. Nel suo intervento, la deputata del M5S ha denunciato la crisi delle imprese italiane, l’aumento della cassa integrazione e le difficoltà che stanno colpendo il tessuto produttivo nazionale, contestando al ministro di rivendicare risultati che, a suo dire, non trovano riscontro nella realtà.
Appendino ha attribuito al governo scelte precise e sbagliate: la mancata tassazione degli extraprofitti delle grandi aziende energetiche, che avrebbe favorito i colossi del settore a discapito delle piccole e medie imprese, e la gestione della Transizione 5.0, definita un meccanismo burocratico che avrebbe sottratto risorse importanti invece di sostenerle. Ha inoltre chiesto che fine abbiano fatto i 25 miliardi annunciati per fronteggiare l’impatto dei dazi, promessa che – ha sottolineato – risale ormai a un anno fa.
Nel passaggio più duro del suo intervento, la parlamentare si è rivolta direttamente al ministro affermando: “Ministro, le nostre eccellenze capitolano, la cassa integrazione esplode e lei rivendica successi? Questi disastri lei li ha voluti. Lei ha scelto di non tassare gli extraprofitti dei colossi energetici proteggendo loro anziché le imprese, lei ha preferito affogare le imprese nella palude burocratica di Transizione 5.0 sottraendo loro miliardi, e a proposito di miliardi, dove sono i 25 promessi per i dazi ormai un anno? Ministro, lei sta dormendo da tre anni. Glielo dico con affetto: si svegli. E la aiuto, le regalo questa sveglia. Non le servirà per alzarsi e andare a lavorare la mattina, per quello il suo tempo è scaduto e i danni li ha già fatti. Questa sveglia serve per ricordarle che se ne deve andare a casa e liberarci finalmente della sua gestione tossica.”
Al termine del discorso, Appendino ha simbolicamente consegnato una sveglia al ministro.