
Guerra, Crosetto bloccato a Dubai senza scorta e il volo militare pagato al triplo: “Ero senza scorta, le informazioni non lasciavano presagire un’accelerazione”. Cosa ha detto
Nel pieno della nuova crisi in Medio Oriente, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha raccontato le ore trascorse a Dubai mentre l’escalation prendeva forma. Intervistato da la Repubblica, ha spiegato di essersi trovato negli Emirati Arabi Uniti per motivi privati, insieme alla famiglia, e di essere rimasto temporaneamente bloccato quando il quadro internazionale è precipitato. “Ero senza scorta, le informazioni non lasciavano presagire un’accelerazione”, ha dichiarato, sottolineando che nessun segnale faceva prevedere un aggravarsi così rapido della situazione né un coinvolgimento diretto dell’area emiratina.
Il ministro ha respinto le polemiche sulla sua assenza dall’Italia, assicurando di aver continuato a lavorare anche a distanza. Ha parlato di contatti costanti con interlocutori europei e mediorientali e di colloqui con il Pentagono, rivendicando un ruolo attivo nella gestione diplomatica dell’emergenza. Quanto alle critiche su una presunta mancata comunicazione al governo, ha precisato: “Io non sono andato di nascosto, ma essendo una questione familiare non ho voluto scorte, né codazzi e ho usato una compagnia aerea civile”.
Sul conflitto, Crosetto ha escluso per ora un’estensione su scala mondiale, pur riconoscendo un rischio concreto di destabilizzazione nell’area. In merito all’ipotesi dell’eliminazione della Guida Suprema iraniana, l’ha definita “una grande sconfitta di quell’estremismo islamico che, dalla rivoluzione di Khomeini del 1979, si è allargato e ha incoraggiato radicalismi sunniti e sciiti in tutto il mondo”, aggiungendo che lo scenario resta “del tutto incerto, ma non è tutto fosco”.
Per il titolare della Difesa, la crisi conferma la necessità per l’Europa di rafforzare i propri strumenti militari, soprattutto contro minacce missilistiche e droni, dopo episodi che hanno interessato basi britanniche a Cipro. L’Unione, sostiene, deve costruire una capacità di protezione autonoma e credibile.
Infine ha chiarito le modalità del rientro in Italia: ha scelto un volo militare pagando personalmente un importo superiore al normale, “una tariffa tripla rispetto a quella prevista per gli ospiti”, per evitare contestazioni sull’impiego di fondi pubblici.