
Milano – Le Archistar Boeri e Zucchi vanno a processo per il caso Biblioteca Europea: le accuse e le indagini
A Milano gli architetti Stefano Boeri e Cino Zucchi, entrambi docenti al Politecnico di Milano, sono stati rinviati a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sul concorso internazionale per la nuova Biblioteca europea di informazione e cultura (Beic), prevista nell’area dello Scalo Romana, vicino al Villaggio Olimpico. Il gup Fabrizio Filice ha disposto il processo anche per altri quattro professionisti, fissando la prima udienza al 17 aprile.
Le accuse contestate riguardano presunte irregolarità nella gara: turbativa d’asta e omissioni nelle dichiarazioni su possibili conflitti d’interesse. Secondo l’ipotesi dell’accusa, i due architetti – membri della commissione giudicatrice – non avrebbero segnalato legami professionali con alcuni componenti del gruppo poi risultato vincitore.
Boeri ha ribadito la propria fiducia nella magistratura, dichiarandosi certo di poter dimostrare la totale estraneità ai fatti. Anche Zucchi si è detto sereno, sostenendo che nel dibattimento emergerà come la commissione abbia operato con correttezza e senza collegare i progetti ai rispettivi autori.
“I due docenti del Politecnico – spiega la redazione di SkyTg24 – ” erano nella commissione aggiudicatrice che ha decretato vincitore del bando una cordata di cui facevano parte alcuni allievi e partner professionali. L’indagine, condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, è iniziata nell’ottobre del 2023 ed è stata coordinata dalla procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano e i pm Paolo Filippini, Mauro Clerici e Giancarla Serafini. L’ipotesi di reato è che i due noti architetti avrebbero quindi non dichiarato posizioni di possibili conflitti d’interesse in veste di commissari della giuria del concorso internazionale di progettazione della Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, truccando la gara. Stando alle indagini dei pm – che avevano stralciato, in vista dell’archiviazione, la posizione di un altro architetto, Manuela Fantini, e cancellato dalle imputazioni una contestazione di falso in atto pubblico – i due sono rimasti rispettivamente come presidente e componente nella commissione aggiudicatrice che, nel luglio 2022, ha proclamato vincitrice una cordata di cui facevano parte alcuni loro allievi o partner professionali, pure loro imputati: Raffaele Lunati e Giancarlo Floridi, ricercatori sempre alla facoltà di Architettura del Politecnico, e Pier Paolo Tamburelli dello studio Baukuh. Potrebbe interessarti Inchiesta Urbanistica Milano, chi sono le persone coinvolte I presunti accordi prima della gara e la posizione della difesa Secondo le indagini della Guardia di Finanza, ci sarebbero stati presunti “accordi”, documentati da chat, per assegnare, nel luglio 2022, quella gara indetta dal Comune. Né il Comune né la Fondazione Beic si sono costituiti parti civili nel procedimento. Tamburelli, in particolare, anche lui coinvolto nella redazione del progetto vincitore, secondo l’accusa, avrebbe avuto un ruolo di “cerniera” con i due docenti durante l’iter di valutazione e nelle fasi precedenti alla scelta del vincitore, che sarebbe stata pilotata. Per le difese, invece, ha vinto il progetto migliore senza favoritismi, né accordi illeciti, perché i progetti sono stati valutati in forma “anonima” e i possibili conflitti di interessi non sono stati segnalati perché le regole della gara prescrivevano di farlo solo per rapporti di collaborazione economica “in corso”. Il caso riguarda anche l’imputato Andrea Caputo, progettista che arrivò terzo al concorso. Il gip Luigi Iannelli, il 18 febbraio 2025, non aveva accolto la richiesta dei pm di arresti domiciliari per Boeri, Zucchi e Tamburelli, disponendo, invece, misure interdittive come il divieto temporaneo, da un anno a 8 mesi, di fare parte di commissioni per i concorsi pubblici e di lavorare con la pubblica amministrazione”.