
Moda di lusso, l’IA rivoluziona lo shopping – Entro il 2030 il 40% degli acquisti sarà mediato dall’Intelligenza Artificiale. Lo scenario
L’intelligenza artificiale si prepara a trasformare anche il mercato del lusso, modificando il modo in cui i consumatori cercano, scelgono e acquistano prodotti. Secondo il report McKinsey When AI meets desire, entro il 2030 gli agenti di IA potrebbero gestire tra 3.000 e 5.000 miliardi di dollari di acquisti al consumo a livello globale. Nel settore luxury, i clienti prevedono che circa il 39% dei propri acquisti possa essere seguito o realizzato con l’aiuto di questi strumenti, mentre il 47% degli operatori si aspetta un aumento delle interazioni gestite dall’IA.
La tecnologia è già entrata nelle abitudini dei consumatori. L’85% degli intervistati utilizza assistenti di IA per orientarsi nelle decisioni d’acquisto e oltre la metà lo fa frequentemente. Il 74% ha sperimentato la ricerca visiva, utile per trovare prodotti partendo da un’immagine o individuare articoli simili a uno stile desiderato. Il 55% ha inoltre provato strumenti di virtual try-on. Nel complesso, l’83% dei consumatori dichiara di essere molto o abbastanza soddisfatto delle esperienze di shopping basate sull’intelligenza artificiale, mentre solo una quota minima esprime insoddisfazione.
Ma la clientela del lusso non sembra intenzionata a lasciare all’IA il controllo completo degli acquisti. La tecnologia viene accettata soprattutto per individuare e confrontare prodotti e per facilitare la fase di pagamento, mentre convince meno quando entra in gioco l’assistenza personale, il rapporto con il cliente e la cura dell’esperienza. Solo il 9% degli acquirenti preferirebbe affidare ogni decisione all’agente, mentre la maggioranza vuole mantenere un ruolo attivo, supervisionando o autorizzando le operazioni.
I principali ostacoli riguardano privacy, autonomia e affidabilità. Il 44% teme un uso scorretto dei dati, il 40% non vuole dipendere eccessivamente dall’IA e il 34% mette in dubbio la precisione delle informazioni. Per sentirsi sicuri, i consumatori chiedono soprattutto chiarezza sulle funzioni dell’agente, tutela dei dati personali e risultati affidabili e verificabili.
Per i brand, invece, l’IA rappresenta soprattutto un’opportunità. Il 68% degli operatori vede nella personalizzazione il principale vantaggio, seguito dalla capacità di migliorare la ricerca dei prodotti e dal collegamento tra negozi fisici e canali digitali. L’obiettivo sarà quindi integrare la tecnologia senza eliminare quella componente umana che, nel lusso, continua a essere centrale.