Torino – Crolli, cedimenti e aree inaccessibili: gli ospedali torinesi sono al collasso: “I rischi sono quotidiani”. E’ allarme

28/07/2025

Ospedali di Torino in crisi strutturale: crolli, infiltrazioni e lavori insufficienti mettono a rischio pazienti e personale
La situazione degli ospedali torinesi, in particolare quelli appartenenti alla Città della Salute, è sempre più critica: tra crolli di controsoffitti, distacchi di intonaci, guasti agli impianti e aree inaccessibili, emerge un quadro allarmante, tanto che si parla apertamente di una rete sanitaria al limite del collasso. Le Molinette, ospedale storico ma ormai vetusto, è il simbolo più evidente di questa emergenza infrastrutturale.

L’azienda sanitaria ha effettuato una mappatura dettagliata delle situazioni a rischio, soprattutto dei controsoffitti, e ha predisposto un protocollo di monitoraggio continuo. Ed è stato ammesso apertamente che, anche con controlli regolari, il pericolo di nuovi cedimenti non può essere completamente eliminato.

Secondo i tecnici dello Spresal, che hanno eseguito diversi sopralluoghi, gli incidenti sono diventati talmente frequenti da essere definiti “episodi seriali”, tanto da spingerli a inviare una segnalazione alla Procura. Il quadro è desolante e si allarga a Cto, Sant’Anna e San Lazzaro, anche se per il momento il Regina Margherita sembra essere fuori da questa spirale di degrado.

Una messa in sicurezza che costa quanto costruire un nuovo ospedale
I vertici della Città della Salute, come riporta La Stampa,  stimano in circa 585 milioni di euro il costo complessivo per mettere in sicurezza le strutture esistenti — un importo paragonabile all’intero finanziamento previsto per il nuovo Parco della Salute, ancora oggi solo un progetto sulla carta. Di fronte a fondi regionali ben più modesti, l’azienda ha dovuto stabilire delle priorità: 14 interventi ritenuti urgenti, di cui 12 alle Molinette e 2 al Cto.

Promesse, ritardi e fondi insufficienti
Nell’ottobre 2022 un controsoffitto è crollato in uno dei reparti delle Molinette, e poco dopo, il 26 dello stesso mese, il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Luigi Icardi hanno presentato un piano straordinario da 32 milioni di euro, destinato sia alla messa in sicurezza che alla ristrutturazione generale dell’ospedale.

Il primo intervento si è concretizzato il 2 maggio 2023 con la ristrutturazione dell’ingresso principale. In estate è stata indetta la gara per realizzare il nuovo pronto soccorso, il cui costo però è lievitato dai 8,6 milioni iniziali a 13,5 milioni. I lavori, che dovevano partire a inizio 2024, sono ancora fermi.

Degli altri interventi promessi, quattro sono in corso, otto sono ancora in fase di progettazione o in attesa di essere appaltati, e uno (previsto al Cto) è stato bloccato per interferenze con lavori di messa in sicurezza sismica già in atto. Di fatto, i pochi lavori avviati non bastano a garantire una svolta concreta.

La situazione strutturale degli ospedali torinesi è grave, il rischio per pazienti e operatori è concreto e costante. Gli interventi in corso sono insufficienti e l’unica soluzione reale — la costruzione del Parco della Salute — è ancora lontana. E intanto la sanità pubblica locale continua a operare in condizioni precarie.

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