Torino La lettera di fine anno del presidente dell’Unione Industriali Marco Gay: “Un appello all’industria: innovare per crescere nel 2026”

02/01/2026

“Un appello all’industria: innovare per crescere nel 2026”. 

Nella lettera di fine anno, il presidente di Unione Industriali Torino Marco Gay traccia un bilancio di un periodo complesso, segnato da incertezze globali, ritorno dei dazi e forte competizione internazionale, ma anche ricco di opportunità. L’industria resta il motore principale della crescita economica e occupazionale, nonostante le difficoltà legate a costi energetici, produttività e dimensione delle imprese. Gay sottolinea il ruolo strategico dell’Europa, chiamata a ridurre la burocrazia e a investire con decisione in innovazione, tecnologia e sicurezza.

Per l’Italia, la crescita prevista resta modesta, ma il sistema industriale dimostra solidità: l’export continua a crescere e ha raggiunto risultati di rilievo a livello mondiale. Centrale è il tema dell’innovazione digitale, dell’intelligenza artificiale e della formazione continua, insieme alla necessità di imprese più strutturate e competitive. Torino, forte della sua identità industriale, è chiamata a guidare la trasformazione puntando su nuovi settori ad alto valore aggiunto, persone, competenze e progetti strategici per il futuro della città e del territorio.

Questo il testo integrale della lettera di Marco Gay:

Care Colleghe e cari Colleghi,

ci lasciamo alle spalle un anno complesso, denso di cambiamenti e sfide per tutti noi, come cittadine e cittadini e come imprenditrici ed imprenditori.

Abbiamo fatto i conti con il ritorno dei dazi su larga scala e con una competizione internazionale sempre più agguerrita, che hanno generato incertezza, ma ci spingono a realizzare nuovi prodotti e servizi, a cercare nuovi mercati e nuovi partner commerciali per crescere e affrontare il cambiamento.

In questo contesto, l’Unione Europea ha delineato una nuova agenda per il 2026. I provvedimenti “Omnibus” che verranno approvati nel corso dei prossimi mesi confermano la volontà di disegnare un’Europa meno burocratica e farraginosa, a supporto dell’innovazione e della competitività del tessuto produttivo. Le proposte per il pacchetto automotive – seppur ancora timide nelle ambizioni e complesse nella loro articolazione – rappresentano un primo passo verso la definizione di politiche più lungimiranti, che coniughino innovazione e sostenibilità, sempre nel rispetto di quel principio di neutralità tecnologica, da noi sempre sostenuto con forza.

Il nostro auspicio è che l’Unione Europea ritrovi unità, forza e centralità nello scacchiere globale rafforzando la sua sicurezza, economica e territoriale, attraverso investimenti non solo nel campo della difesa, ma soprattutto nel settore dell’innovazione digitale e tecnologica. È una scelta obbligata se vogliamo garantire la competitività del tessuto produttivo europeo e la protezione del nostro sistema democratico.

 

Venendo all’Italia, nonostante il PNRR, nel 2026 il PIL non crescerà oltre lo 0,7%, stando alle ultime previsioni. Un dato più basso della media europea e, soprattutto, non in linea con le nostre capacità e potenzialità. Registriamo livelli di produttività troppo bassi, condizionati dal costo dell’energia, da un’insufficiente adozione delle nuove tecnologie e da una limitata dimensione di impresa.

L’industria, lo sappiamo, è il principale motore per la crescita e per l’occupazione. Le crisi che abbiamo vissuto negli ultimi anni non hanno minato la nostra voglia di fare impresa, di crescere e di innovare. L’Italia continua a essere uno strategico player industriale a livello globale, 8a potenza nel mondo, 2a in Europa, grazie alla qualità delle sue imprese, frutto di un sapiente mix di innovazione, affidabilità ed esperienza. Il nostro export resiste alle turbolenze internazionali e continua a registrare tassi di crescita alti, rispetto a Germania e Francia. L’Ocse a dicembre ha certificato che l’export italiano ha superato quello del Giappone, conquistando il quarto posto mondiale. Un risultato di cui siamo orgogliosi: c’è tanta della nostra intelligenza industriale, della nostra Torino nei prodotti che vengono comprati in tutto il mondo.

La Legge di bilancio per il 2026 è incentrata sulla prudenza. Il Governo ha delineato una politica economica volta a rispettare i vincoli europei, per rassicurare i mercati e garantire la sostenibilità dei conti pubblici, con effetti positivi sulla dinamica degli interessi. Tuttavia, le risorse a supporto della competitività delle imprese sono indubbiamente inferiori alle nostre aspettative, così come temiamo che alcune misure generino complessità in fase di attuazione.

Al contempo, registriamo con favore la reintroduzione dell’iperammortamento con il nuovo piano Transizione 4.0 che avrà una durata maggiore e prevederà una semplificazione delle procedure di utilizzo. Ora la sfida dovrà essere la velocità dei decreti attuativi, per chiarirne i profili e rendere questo strumento di politica industriale disponibile, accessibile ed efficace sin dal mese di gennaio.

 

Per il prossimo anno, alle Istituzioni – nazionali e di territorio – chiediamo di lavorare al nostro fianco affinché si definiscano politiche chiare e stabili per dare certezza e fiducia alle imprese. Energia, infrastrutture, fisco, servizi pubblici, burocrazia e pubblica amministrazione: dobbiamo rendere la vita delle imprese semplice per portare qui lavoro e sviluppo.

Per la nostra città, per Torino, l’industria è un fatto identitario. In questo anno, abbiamo mostrato l’orgoglio e la determinazione di rendere onore alla nostra storia e al nostro DNA industriale, affermando la nostra leadership in tanti segmenti produttivi. La contrazione del settore automotive, motore di Torino per decenni, ha imposto un’accelerazione nei percorsi di trasformazione industriale che non ci ha spaventato.

Abbiamo fatto leva su una straordinaria ricchezza industriale, su competenze diffuse e su un tessuto economico e sociale solido, collaborativo e integrato che avverte però l’urgenza di un costante rinnovamento e di costruire una visione condivisa di sviluppo.

Oggi è fondamentale sostenere le imprese che possono diversificare verso settori a maggiore valore aggiunto. Nella robotica, nella nuova mobilità e nella logistica, nell’ICT e nell’energia sostenibile, solo per citarne alcuni, abbiamo prospettive di crescita significative che possiamo consolidare.

Sono convinto che l’innovazione sia la cifra della nostra competitività e deve essere il cardine intorno al quale impostare la politica industriale del Paese. È attraverso l’investimento continuo in ricerca, tecnologia e nuovi modelli produttivi che possiamo tornare a crescere in modo strutturale. L’innovazione non è un esercizio astratto, ma il cuore dell’intelligenza industriale che caratterizza le nostre imprese: creatività applicata, capacità di trasformare il sapere in valore economico e sociale, propensione a pensare in grande senza perdere il legame con il territorio.

In questo percorso, il digitale rappresenta una leva strategica imprescindibile. Intelligenza artificiale, automazione, robotica, gestione dei dati e cybersicurezza stanno già cambiando profondamente il modo di fare impresa. Vogliamo aprire la strada a nuovi prodotti, nuovi mercati e nuove forme di organizzazione del lavoro.

Sono convinto che prodotto e servizio, tecnologia industriale e industria tecnologica siano binomi ormai indissolubili per creare valore aggiunto nelle nostre produzioni e sviluppo per le nostre aziende e il nostro territorio.

L’Unione Industriali continuerà ad essere al fianco di tutti noi per fare in modo che questa trasformazione sia accessibile a tutto il sistema produttivo, accompagnando soprattutto le piccole e medie imprese nell’adozione delle tecnologie e nello sviluppo delle competenze necessarie.

 

La crescita dimensionale delle imprese è un tema centrale. Per investire, innovare, attrarre capitali e trattenere talenti servono strutture adeguate e una visione di medio-lungo periodo. Favorire percorsi di rafforzamento patrimoniale, managerializzazione e aggregazione, nonché favorire i passaggi generazionali, significa costruire imprese più solide e resilienti, capaci di competere sui mercati internazionali e di generare occupazione qualificata. È in questa cornice che abbiamo dato il via al progetto “Destinazione crescita”, che vogliamo sia un riferimento per le imprese, per aiutarle a individuare opportunità e prospettive di espansione all’interno delle filiere.

Per noi, la dimensione “giusta” delle nostre imprese è quella che ci consente di affrontare i mercati ed essere sempre più protagonisti delle filiere in cui operiamo.

Le nostre risorse più importanti sono e saranno le persone. Le trasformazioni che viviamo si innestano su un tessuto demografico che sta cambiando profondamente. L’invecchiamento della popolazione è un dato di fatto che impone la convivenza di generazioni diverse e distanti nei luoghi di lavoro. La fuga dei talenti è un’emergenza. L’adeguamento costante delle competenze investe funzioni e lavoratori di ogni età e posizione.

In questi mesi, abbiamo lavorato al fianco delle federazioni di categoria nazionale per definire l’accordo di rinnovo dei contratti collettivi nazionali. Abbiamo condiviso l’impegno per un ragionevole punto di equilibrio tra tutela dei lavoratori e del lavoro e la necessità di spingere in alto la produttività delle nostre imprese.

Nel medio e lungo termine, il nostro impegno, insieme a quello delle istituzioni politiche a ogni livello, deve essere rivolto a creare legami solidi con i luoghi della formazione, di ogni ordine e grado, inclusi i nostri partner come l’ITS Camerana e Skillab, in una logica di formazione continua che vada dalla scuola al lavoro, adattando modelli e organizzazioni a nuove forme di collaborazione e di creazione del valore.

Penso ai nostri giovani, che sono il nostro presente e il nostro futuro e che a Torino sono molto ben rappresentati dalla città universitaria che vale oltre 130mila studenti; è nostro compito creare le condizioni affinché possano trovare qui occasioni concrete per realizzare i loro progetti, investendo su creatività, talento e spirito imprenditoriale.

Per i nostri lavoratori, sarà determinante rafforzare tutte le iniziative per la formazione continua e introdurre politiche attive adeguate, così da consentire loro di conservare qualificazioni e opportunità occupazionali.

L’innovazione, ne sono convinto, deve migliorare la qualità del lavoro, renderlo più sicuro, più qualificato e più inclusivo.

 

Guardando allo sviluppo della città, il 2026 deve segnare un’accelerazione nei progetti che disegneranno la Torino del futuro: parco della salute, città dell’aerospazio, cittadella universitaria, restyling di Torino Esposizioni, sono alcuni dei cantieri su cui dobbiamo insistere ed a cui non dobbiamo far mancare il nostro impegno per rendere la nostra città più dinamica, moderna e attrattiva. Un luogo di crescita e innovazione dove l’intelligenza industriale possa continuare a evolvere ed esprimersi al suo massimo potenziale, contaminando e contagiando il resto del paese.

Noi imprenditori facciamo e continueremo a fare la nostra parte. Il clima di fiducia delle nostre aziende per il primo trimestre 2026 è complessivamente positivo. Migliora la propensione a investire in nuovi impianti, con il 23,6% di imprese con a budget programmi di spesa significativi.

Ma sappiamo che ci aspetta un anno complesso, con uno scenario in constante evoluzione. In questo contesto, l’Unione Industriali Torino sarà sempre al fianco degli Associati per assisterli nelle loro esigenze quotidiane, agevolarli nelle opportunità di business e portare le loro istanze in tutti gli ambiti di interesse.

 

Il 2026 sarà un anno importante per l’Associazione: il prossimo 19 luglio compirà 120 anni! La nostra è una lunga storia costellata di cambiamenti, sviluppi e aggiornamenti che hanno delineato e rafforzato la nostra rappresentanza, definito i nostri servizi per sostenere nel migliore dei modi le oltre 2.200 aziende che oggi fanno parte della nostra realtà.

L’Unione deve continuare a essere un attore protagonista a livello locale, ma dovrà crescere anche nel suo ruolo di rappresentanza nelle sedi regionali e nazionali con una proficua collaborazione con Confindustria Piemonte e con Confindustria nazionale.

 

Nell’occasione, voglio esprimere la mia gratitudine a chi ogni giorno si impegna per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti al servizio degli Associati. Innanzitutto, i miei vicepresidenti Antonio Casu, Alberto Dal Poz, Giorgia Garola, Marco Lavazza, Gabriella Marchioni Bocca, Manuele Musso, da poco eletto presidente della nostra Piccola Industria, Tatiana Rizzante, Marco Zoff e Federico Sandrone, che guida il Gruppo dei Giovani Imprenditori, di cui saluto la past president Barbara Graffino. Mi congratulo con Giorgia Garola, che in estate è diventata vicepresidente di Federmeccanica, e con Filippo Sertorio, past president della Piccola Industria di Torino che a dicembre è stato nominato vicepresidente della Piccola Industria di Confindustria.

Desidero inoltre ringraziare il direttore generale dell’Unione Industriali Torino, Angelo Cappetti, i vicedirettori Eleonora Faina e Massimo Richetti e con loro tutta la nostra struttura.

Infine, un grandissimo grazie ai Presidenti dei nostri gruppi merceologici, che sono l’ossatura della nostra Unione e animano il dialogo tra le aziende e l’Associazione.

Erica Azzoaglio, presidente del Gruppo Credito Finanza e Assicurazioni; Davide Benedetto, presidente del Gruppo Legno e Sughero, di cui saluto il past president Matteo Mazzoni; Nicola Benvenuti, presidente del Gruppo Facility; Giuseppe Bergesio, presidente del Gruppo Energia; Carlo Emanuele Bona, presidente del Gruppo Grafici, Cartai e Cartotecnici; Giacomo Cacciabue, presidente del Gruppo Gomma Plastica; Vanessa Carioggia, presidente del Gruppo Innovation Services Industry, di cui saluto il past president Maurizio Bazzano; Carlo Colombino, presidente del Gruppo Trasporti, Infrastrutture e Materiali da Costruzione, di cui saluto il past president Giovanni Ossola; Stefano Cornaglia, presidente del Gruppo Turismo e Cultura; Vittorio Di Tomaso, presidente del Gruppo Digital Technologies; Giorgia Garola, presidente del Gruppo Amma; Simone Lattes, presidente del Gruppo Editori; Manuele Musso, presidente del Gruppo Moda Tessile e Accessori (MTA); Paolo Parato, presidente del Gruppo Chimica Vetro; Simona Radicci, presidente del Gruppo Alimentari; Elena Zara, presidente del Gruppo Sanità – Salute&Benessere.

Insieme a loro ringrazio Serena Lancione, presidente di ANAV Piemonte e Valle d’Aosta; Antonio Mattio, presidente del Collegio Costruttori Edili – ANCE Torino; Giampiero Orleoni, presidente di Arpiet; Giulio Trombetta, presidente di Exclusive Brands Torino, Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte, Giulia Tancredi, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Piemonte, Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda.

 

Auguro a Voi e alle Vostre famiglie i migliori auguri di buone feste e buon anno.

 

Con stima e riconoscenza.

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