
Torino -Stellantis chiude in anticipo e si ferma da da oggi. Torna lo spettro della Cassa integrazione. La situazione
Lo stabilimento Stellantis di Mirafiori ha anticipato la pausa estiva, interrompendo da oggi, 27 luglio, la produzione della Fiat 500 ibrida con circa due settimane di anticipo rispetto alla consueta chiusura di agosto. Dietro la decisione non ci sarebbero soltanto le ferie programmate, ma anche un rallentamento dei volumi produttivi del modello, dopo un avvio incoraggiante nei primi mesi del 2026.
La sospensione delle attività riporta al centro le preoccupazioni sul futuro della fabbrica torinese e sul possibile ricorso alla cassa integrazione al termine della pausa estiva. Nei giorni scorsi l’azienda ha prorogato alcuni contratti dei lavoratori interinali e ha rassicurato sulla continuità occupazionale, ma queste garanzie non sono bastate a tranquillizzare le organizzazioni sindacali.
E cresce la preoccupazione per il possibile ricorso alla cassa integrazione, anche se Stellantis ha prolungato i contratti in scadenza dei lavoratori interinali e fornito generiche rassicurazione sulla continuità lavorativa.
I rappresentanti dei lavoratori, intanto, hanno chiesto che a Mirafiori vengano assegnati nuovi modelli produttivi, ritenendo che la sola Fiat 500 ibrida non sia sufficiente a mantenere gli impianti a pieno regime e ad assicurare stabilità occupazionale nel lungo periodo.
A esprimere forte preoccupazione è stato anche Gianni Mannori della Fiom, secondo cui “Quattro settimane di vacanza danno l’idea di una produzione che oggi non c’è”, sottolineando come uno stop così prolungato non si fosse mai verificato negli anni in cui lo stabilimento lavorava a pieno ritmo.
La situazione di Mirafiori continua a essere osservata con particolare attenzione perché riguarda uno dei simboli dell’industria automobilistica italiana.
Ogni rallentamento della produzione può infatti avere conseguenze non solo sui dipendenti dello stabilimento, ma anche sulle numerose aziende dell’indotto che dipendono dalle attività della fabbrica. La chiusura anticipata è un nuovo segnale delle difficoltà produttive che interessano il sito torinese e alimenta i timori che, dopo la pausa estiva, possano essere necessarie ulteriori misure per gestire il calo degli ordini e dell’attività industriale.