Orsini attacca: “L’Europa non sta aiutando le imprese europee e italiane. Troppe regole mettono in difficoltà le imprese”

18/12/2025

Un intervento netto e senza sconti quello del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervenuto alla Conferenza Nazionale dell’Export e dell’Internazionalizzazione delle Imprese in corso a Milano. Dal palco, Orsini ha ribadito con forza la sua posizione sull’Europa, chiarendo subito il punto di partenza: «Sono un europeista convinto. Ma l’Europa, per come oggi si sta comportando, non sta aiutando le imprese europee e italiane».

Un giudizio che nasce dall’esperienza diretta del mondo produttivo:

“Sono un europeista convinto. Ma l’Europa, per come oggi si sta comportando, non sta aiutando le imprese europee e italiane – attacca Orsini . ” Ne ho parlato oggi alla Conferenza Nazionale dell’Export e dell’Internazionalizzazione delle Imprese a Milano. Credo nell’Europa del Covid, nella risposta che ha saputo dare. Oggi però quello spirito sembra essersi smarrito: troppe regole che arrivano da Bruxelles finiscono per mettere in difficoltà le imprese, invece di sostenerle. Su questo dobbiamo essere chiari. In nome dell’ambiente stiamo distruggendo l’industria di base del continente, dimenticando un dato fondamentale: l’Europa è responsabile solo del 6% delle emissioni globali e, cancellando tutta la sua industria, si otterrebbe una riduzione di appena l’1,5%.”

“Non possiamo deindustrializzare un continente per un impatto così marginale – aggiunge Orsii – ” Tengo all’ambiente, e soprattutto a chi verrà dopo di noi: proprio per questo abbiamo bisogno di un’industria forte, non di regole che ogni giorno la mettono in difficoltà. Da qui la necessità di passare dalle parole ai fatti, con azioni concrete. Due priorità, su tutte. La prima è l’accordo con il Mercosur, che per il nostro Paese vale 14 miliardi ed è fondamentale per sostenere l’export italiano e aprire nuove opportunità alle nostre imprese. La seconda è la creazione di un vero mercato unico dell’energia. Non è accettabile che l’energia a basso costo che ci verrebbe data dalla Spagna si fermi ai Pirenei, e i francesi ci vendano l’energia più cara. Sono un europeista convinto, ma l’Europa per funzionare deve essere unita su tutti i fronti.

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