
Crisi del cherosene in Europa: voli a rischio e compagnie in allarme: “Pronti al peggio. Mai visto nulla di simile”. Lo scenario
Il settore aereo europeo sta affrontando una situazione senza precedenti a causa della prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il traffico energetico globale. Le compagnie si preparano a possibili carenze di carburante già dalla metà di maggio, mentre cresce l’incertezza sulle forniture nei mesi successivi. Dietro le rassicurazioni ufficiali, molti operatori ammettono di non avere visibilità sul futuro e di star predisponendo piani d’emergenza anche per l’autunno.
Secondo diverse stime, se la situazione non migliorerà, entro settembre le riserve potrebbero esaurirsi del tutto. Prima di arrivare a uno scenario così estremo, però, si prospettano tagli drastici ai voli, con migliaia di cancellazioni quotidiane durante l’estate. Il problema principale non è più solo il costo elevato del carburante, ma la sua effettiva disponibilità.
Anche a livello istituzionale l’allarme è concreto: la Commissione europea ha confermato che le scorte stanno diminuendo e invita a prepararsi a possibili misure straordinarie. Nel frattempo, le compagnie stanno adottando strategie insolite, acquistando direttamente dalle raffinerie e cercando nuovi fornitori, inclusi quelli in Africa e negli Stati Uniti. Ma queste alternative coprono solo una parte del fabbisogno perso con il blocco delle importazioni dal Medio Oriente.
Gli esperti parlano di “tempesta perfetta”: oltre alla riduzione delle esportazioni mediorientali e cinesi, si stanno esaurendo anche le riserve trasportate via mare, mentre la produzione delle raffinerie rallenta. Questo significa che il sistema sta perdendo contemporaneamente diverse fonti di approvvigionamento, rendendo sempre più difficile compensare le mancanze.
Le stime indicano che nei prossimi mesi l’Europa dovrà reperire enormi quantità di carburante aggiuntivo per sostenere la domanda. Ma le scorte disponibili stanno calando rapidamente e il margine di sicurezza si assottiglia. Se il livello scendesse sotto una certa soglia, si entrerebbe in una vera emergenza, con razionamenti e conseguenze pesanti per il trasporto aereo.
Nel frattempo, mancano regole chiare e dati trasparenti sul mercato petrolifero, rendendo difficile pianificare interventi coordinati. Bruxelles sta lavorando a diversi scenari, ma l’evoluzione della crisi resta incerta. Senza un miglioramento rapido, il rischio è quello di un impatto senza precedenti su voli, passeggeri e intero sistema dei trasporti europei.