
Inter, la grande festa nerazzurra per il doplete! Chivu si commuove dopo la vittoria: “Ma non paragonatemi a Mourinho”
Grande festa per l’Inter dopo la conquista di campionato e Coppa Italia, un successo che ha consacrato Cristian Chivu come il nuovo “mister doblete” nerazzurro.
Al termine della finale vinta 2-0 contro la Lazio, mentre i giocatori correvano sotto il settore occupato dai tifosi per celebrare il trionfo, l’allenatore ha vissuto uno dei momenti più emozionanti della serata. Stremato dopo aver seguito la gara con la solita intensità a bordocampo, ha preso il telefono e ha chiamato la moglie Adelina, presente allo stadio insieme ad amici e familiari. In quella breve telefonata le ha detto “te iubesc”, cioè “ti amo” in romeno, ringraziandola per il sostegno ricevuto durante tutta la stagione.
Durante la premiazione Chivu è apparso visibilmente commosso.
È salito sul palco per ultimo insieme a Lautaro Martínez e Nicolò Barella, ha ricevuto la medaglia, ha abbracciato con forza il presidente Giuseppe Marotta e poi ha lasciato spazio alla squadra e ai festeggiamenti. Prima di raggiungere i tifosi ha voluto ringraziare Aleksandar Kolarov e tutto lo staff tecnico per il lavoro svolto durante l’anno.
Oltre ai risultati sul campo, il merito principale di Chivu è stato quello di ricompattare un gruppo che arrivava da una pesante delusione europea. Dopo la sconfitta nella finale di Champions League, l’allenatore è riuscito a ridare fiducia e motivazioni alla squadra, riportandola immediatamente alla vittoria in Italia. Il successo in Serie A e in Coppa Italia rappresenta quindi un “doblete” storico per il club.
Molti hanno subito accostato questa impresa a quella di José Mourinho del 2010, anche se Chivu ha preferito evitare confronti diretti con il tecnico portoghese. Sedici anni fa era uno dei protagonisti in campo di quella squadra leggendaria; oggi, invece, ha scritto una nuova pagina della storia interista da allenatore, diventando il primo nerazzurro capace di vincere trofei sia da giocatore sia in panchina.