Rai, nel 2025 il bilancio è tornato in utile dopo otto anni

22/05/2026

Il servizio pubblico televisivo segna una svolta storica nella sua gestione economica. Dopo un lungo periodo caratterizzato da bilanci che faticosamente riuscivano a raggiungere il pareggio, i conti dell’azienda di Viale Mazzini tornano finalmente a registrare un segno positivo. Il consiglio di amministrazione ha approvato un bilancio che evidenzia un leggero ma significativo utile, un traguardo raggiunto anche dopo aver corrisposto il premio di produzione ai dipendenti e aver interamente finanziato un piano di incentivazione all’esodo. Questa boccata d’ossigeno per le finanze della televisione di Stato ha trovato il consenso unanime di tutti i consiglieri, suscitando l’immediata soddisfazione dell’amministratore delegato, Giampaolo Rossi. I vertici aziendali hanno tenuto a sottolineare come questo obiettivo rappresenti un risultato eccezionale, considerando che l’ultimo utile netto risaliva all’ormai lontano duemiladiciassette. Rossi ha dichiarato con orgoglio: «Chiudiamo l’esercizio 2025 con un risultato netto consolidato positivo per 9,3 milioni di euro. È un risultato che segna una discontinuità evidente». Secondo la dirigenza, questo bilancio si colloca di diritto «tra i migliori degli ultimi 18 anni, senza il ricorso a operazioni straordinarie, come avvenne in passato», confermando la natura strutturale e non episodica del risanamento economico in corso.

Dietro questi numeri si nasconde un processo di trasformazione aziendale ben più ampio e profondo. La guida amministrativa ha spiegato che le strategie attuali fanno parte di una modernizzazione complessiva che ricalca i percorsi già intrapresi dai principali broadcaster pubblici del continente europeo. L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre le immobilizzazioni e i costi legati al patrimonio mattone per liberare risorse fresche da investire nella produzione di contenuti e nell’innovazione tecnologica. Commentando i progetti in atto, l’amministratore delegato ha infatti ribadito che «Il Piano Industriale e il piano Immobiliare che stiamo portando avanti non sono un intervento ordinario, ma un passaggio atteso da decenni e oggi finalmente reso concreto. È un investimento strategico sul futuro della Rai come grande azienda culturale della nazione. È la stessa direzione intrapresa dai principali broadcaster pubblici europei: meno immobilizzazioni, più investimenti sul futuro».

La nota ufficiale diffusa al termine del consiglio di amministrazione ha precisato che per tagliare il traguardo di un utile superiore ai 9 milioni di euro è stata necessaria «una rigorosa disciplina economico–finanziaria». Nonostante questo rigore, la posizione finanziaria netta ha mostrato un incremento dell’indebitamento, passando dai 513 milioni di euro registrati alla fine del 2024 ai 585 milioni di euro rilevati alla chiusura dell’ultimo esercizio. L’azienda ha chiarito che questa variazione non rappresenta una perdita di controllo sui conti, bensì una scelta strategica ben definita. L’aumento è infatti «sostanzialmente riconducibile agli anticipi erogati a fronte dei futuri grandi eventi sportivi che la Rai ha acquisito in assolvimento della missione di servizio pubblico», confermando la volontà di garantire palinsesti di alto profilo per i cittadini.

Al di l’à dei successi economici, la vera partita per il futuro di Viale Mazzini si sposta ora sul terreno istituzionale e politico. La prossima scadenza cruciale è fissata per il 26 maggio, giorno in cui è prevista l’audizione del Ministero dell’Economia e delle Finanze in Parlamento. Questo passaggio viene considerato fondamentale da tutti gli osservatori politici, poiché da quel momento potrebbe sbloccarsi in maniera definitiva il percorso della legge di riforma del servizio pubblico. Tuttavia, una riforma di tale portata necessita di un cammino condiviso tra le diverse forze politiche. Per costruire un consenso solido, sarà indispensabile in primo luogo trovare un accordo con le opposizioni per sbloccare la situazione in Commissione di Vigilanza, dove è ancora in sospeso l’elezione del presidente definitivo, carica attualmente ricoperta dal facente funzioni Marano.

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