Stellantis, Volkswagen e Renault (il 60% dela produzione europea) scrivono all’UE: “Impegno comune sul Made in Europe”. Il piano

17/06/2026

Le principali case automobilistiche europee, Stellantis, Volkswagen e Renault, hanno deciso di presentare una posizione comune alle istituzioni dell’Unione Europea per rafforzare il settore automotive del continente. I tre gruppi, che complessivamente rappresentano circa il 60% della produzione automobilistica europea, hanno inviato ai membri del Parlamento Europeo un documento condiviso incentrato sul concetto di “Made in Europe”.

L’iniziativa nasce dalla volontà di difendere la competitività dell’industria europea in un contesto internazionale sempre più complesso, caratterizzato da una forte concorrenza da parte dei produttori extraeuropei. Le aziende chiedono all’Unione Europea di adottare misure in grado di favorire gli investimenti, sostenere la produzione interna e ridurre gli svantaggi economici che le imprese del continente devono affrontare rispetto ai rivali globali.

Nel documento, i tre costruttori sottolineano la necessità di introdurre “regole semplici e chiare e forti incentivi per potenziare la produzione nell’Ue”. L’obiettivo è creare condizioni favorevoli per mantenere e sviluppare la capacità produttiva europea, evitando che imprese e investimenti vengano trasferiti verso altri mercati più competitivi.

Secondo Stellantis, Volkswagen e Renault, una strategia efficace permetterebbe di preservare il ruolo centrale dell’Europa nell’industria automobilistica mondiale. A questo proposito affermano: “Se riusciremo a farlo nel modo giusto l’Europa potrà rimanere una potenza automobilistica globale”. Per raggiungere tale risultato, le aziende propongono alle istituzioni comunitarie di adottare il principio denominato “70:70 nell’Ue27”, un modello che punta a fare in modo che il 70% dei veicoli commercializzati in Europa sia composto per almeno il 70% da elementi provenienti dai Paesi dell’Unione.

Le tre società evidenziano inoltre che il marchio “Made in Europe” non dovrebbe limitarsi a compensare i maggiori costi produttivi sostenuti dalle aziende europee, ma diventare uno strumento capace di favorire concretamente il ritorno delle attività industriali e della produzione sul territorio comunitario. In quest’ottica viene richiesto un sostegno mirato alla filiera europea delle batterie, una maggiore flessibilità normativa soprattutto per le vetture di piccole dimensioni e politiche che rendano le auto elettriche più accessibili ai consumatori.

L’obiettivo finale è costruire una catena produttiva più solida, autonoma e resiliente, in grado di garantire occupazione, innovazione e competitività all’intero settore automobilistico europeo nei prossimi anni.

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