Milano è nella Top 3 delle città più stressate d’Italia – Si lavora troppo e gli stipendi non sono sufficienti. I dati

25/06/2026

Milano è tra le città italiane con i più alti livelli di stress legato al lavoro, entrando stabilmente nella top 3 nazionale secondo il Burnout Report 2025 elaborato da UnoBravo, realtà specializzata in psicologia online. L’indagine mette in luce un quadro sempre più diffuso di affaticamento mentale tra i lavoratori italiani, alle prese con ritmi professionali intensi e condizioni economiche spesso difficili.

Il fenomeno del burnout, definito come una condizione di esaurimento fisico ed emotivo dovuta a pressioni lavorative continue e prolungate, riguarda una parte consistente della popolazione attiva. Le grandi città risultano particolarmente esposte, proprio per l’elevata concentrazione di lavoro, responsabilità e costi della vita. In questo contesto, Milano si colloca tra le aree urbane più critiche, preceduta solo da poche altre realtà.

Secondo la classifica, Bologna occupa il primo posto tra le città più stressate, con una quota elevata di lavoratori che dichiarano sintomi di burnout. Seguono Genova, dove lo stress percepito è molto alto, e Milano, che pur non essendo più in vetta rimane tra i centri più impegnativi dal punto di vista lavorativo. Subito dopo si trovano Roma e Torino, mentre la graduatoria prosegue con altre città come Firenze, Napoli, Verona, Padova e Bari.

Il report è stato costruito tenendo conto di diversi indicatori, tra cui il livello di esaurimento riferito dai lavoratori, la percezione dello stress quotidiano e la qualità complessiva della vita nelle aree urbane. Ne emerge una mappa del disagio psicologico che evidenzia come il problema non sia isolato, ma diffuso in molte zone del Paese.

A livello nazionale, i dati risultano significativi: circa il 44% degli intervistati dichiara di vivere frequentemente situazioni di forte stress sul lavoro, mentre quasi il 30% ha già sperimentato episodi riconducibili al burnout vero e proprio.

Tra le cause principali individuate figurano carichi di lavoro eccessivi e in costante aumento, spesso non accompagnati da una corretta organizzazione, stipendi ritenuti insufficienti rispetto al costo della vita e alle responsabilità richieste, oltre alle difficoltà nel mantenere un equilibrio tra vita privata e professionale. A queste si aggiunge il fenomeno dell’iperconnessione, che porta molti lavoratori a sentirsi sempre reperibili, anche al di fuori dell’orario di lavoro, con un impatto negativo sul recupero psicofisico e sul benessere generale.

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